Poi tutto precipitò nel giro di un niente. “Cazzo, ve l’avevo detto che non poteva essere lui, a parte che è qui, non solo non è il suo numero, ma non è nemmeno il suo stile!”, e Martelli entrò nel suo ufficio, sbraitando verso invisibili interlocutori oltre il muro, così contento di trovarlo lì da esibire uno sguardo trionfante e un po’ demente. “Cosa succede eh? Chi non poteva essere? Cosa? Dove?”. “Venga dottore, venga a sentire! Sta succedendo qualcosa… Venga!”. Adesso era seduto nella stanza delle intercettazioni e ascoltava un messaggio appena registrato. “Pronto, signora Lysenko”, era una voce maschile, bel timbro, con un accento inconfondibilmente piemontese, ma si sentiva male, piena di scariche, con un’eco metallica, come se la chiamata fosse partita da un luogo dove il segn

