Capitolo 1
Gabby
Oggi
Accosto nel parcheggio del Sandshark, un vecchio edificio in rovina che sta sulla Roanoke Sound appena fuori da Nags Head. Incontro lì Casey e Alyssa ogni lunedì mattina a colazione. È una nostra tradizione degli ultimi due anni, da quando Alyssa si è permanentemente trasferita negli Outer Banks.
Spengo il motore e attendo paziente che il vecchio furgone Ford del ‘79 di mio padre borbotti e tossisca, cercando disperatamente un motivo per continuare ad andare anche se l’ho spento. Quando finalmente fa silenzio, un attimo di tristezza mi pervade nel pensare a mio padre. Questo fine settimana cade il terzo anniversario della sua dipartita, e mi manca oggi quanto il giorno in cui è morto.
Appoggio la testa al volante, faccio un respiro profondo e cerco di allontanare il mio dolore. Oggi è un grande giorno. Farò un’offerta per un progetto edilizio che, se verrà accettata, porterà in attivo la Ward Construction e mi renderà un’appaltatrice a tutti gli effetti. È ciò che voglio fin da quando ho rilevato l’attività di mio padre alla sua morte.
Non avrei mai pensato che la mia vita sarebbe andata in questa direzione… con me a gestire un’impresa edile.
I dubbi e le incertezze mi ossessionano ogni giorno, ma ricordo sempre il mio papà che mi diceva che potevo fare qualunque cosa avessi deciso. Quando è morto tre anni fa, non ci ho pensato due volte a lasciare l’università all’inizio dell’ultimo anno alla Carolina e tornare agli Outer Banks per rilevare la sua impresa. Mamma ha pensato fossi pazza, ma mi ha sostenuta. Credo che odiasse veder morire la Ward Construction assieme a mio padre almeno quanto me.
Conoscevo abbastanza bene il lavoro. Ero andata sui cantieri in questo vecchio furgone con lui fin da quando ero abbastanza grande da camminare. Per quando avevo quattordici anni, lavoravo ogni estate con mio padre, stendendo stucco, versando cemento, e imparando la carpenteria personalizzata da lui. Non mi è mai sembrato strano… essere una ragazza e fare un lavoro da uomo. Mi veniva naturale, e non c’era niente che non riuscissi a costruire o riparare fintantoché aveva un chiodo, una vite o un cardine a tenerlo assieme.
Ho faticato negli ultimi tre anni, sbarcando a stento il lunario. All’inizio, avevo pensato che sarebbe andato tutto bene. La maggior parte del lavoro di mio padre era sul versante commerciale, e alcuni dei suoi clienti regolari non si facevano problemi ad assumere me ogni volta che avevano nuovi progetti. Avevano visto il mio lavoro negli anni, e mi ritenevano degna di fiducia. Tuttavia, non me la stavo cavando molto bene a ottenere nuovi lavori. Senza dubbio… il fatto di essere una donna, e di soli ventitré anni, è un fattore che mi limita. E non sembra fare la benché minima differenza il fatto che io abbia una licenza edile e possa svolgere un lavoro della stessa qualità di quello di altri. Sto sempre andando in salita per dimostrare cosa so fare un giorno dopo l’altro.
Sì, non passa giorno in cui non prenda in considerazione l’idea di chiudere la Ward Construction e tornare a scuola per finire di laurearmi in istruzione primaria. Anche se essere una maestra era il mio primo amore e la mia prima passione, ho altrettanta passione per costruire cose. Solo che non sono convinta di poter essere molto brava nel lungo periodo.
Un clacson suona accanto a me e volto la testa per guardare fuori dal finestrino. Alyssa è seduta lì nel suo furgone Ford, anche se è un bel po’ più nuovo del mio. Mi rivolge un sorriso sghembo e un dolce cenno della mano. Ricambio il sorriso e scendo dal mio veicolo.
Alyssa mi saluta con un forte abbraccio, che è tutto dire visto che è una cosina minuta. A stento supera il metro e cinquanta, è mingherlina e delicata. Porta i capelli castano chiaro in un taglio cortissimo da fatina che fa risaltare i suoi occhi castani sulla pelle chiara. È classicamente bella, peccaminosamente ricca, e la persona più coi piedi per terra e alla buona che conoscerete mai nella vostra vita.
Non importa che abbia ereditato milioni al ventunesimo compleanno, cortesia della sua appartenenza alla nobiltà farmaceutica. Suo nonno ha fondato una piccola azienda negli anni cinquanta, che ora ha una posizione assicurata in Fortune 500.
Alyssa passava l’estate agli Outer Banks con la madre, appartenente all’alta società, mentre il padre assente restava a New York a perpetuare i miliardi della famiglia. Lei preferiva passare le serate a casa mia o di Casey, e schivava i vestiti firmati e le auto sportive che i suoi genitori le compravano. Schivava anche il loro desiderio che frequentasse una scuola della Ivy League, sconvolgendo piuttosto la sua famiglia con l’iscrizione alla UNC assieme a me e Casey.
Di noi tre, lei è stata l’unica a laurearsi. Io e Casey abbiamo entrambe abbandonato. Ma piuttosto che andarsi a sedere sul trono di famiglia, lei ha di nuovo fatto marameo e si è trasferita permanentemente a Nags Head, dove ha subito messo al lavoro la sua eredità aprendo l’unico ricovero per animali senza soppressione, chiamato semplicemente Il Rifugio. Lo finanzia per intero e lavora senza sosta per aiutare animali senza casa e maltrattati ad avere una seconda possibilità di vita.
Alyssa ha un’aureola permanentemente montata sopra la testa, e spero solo che Dio se lo ricordi. Io cerco di vivere all’altezza della sua impossibile bontà per quando busserò alle porte del Paradiso.
«Pronta per il grande giorno?» mi chiede mentre mi prende sottobraccio e camminiamo verso l’entrata del ristorante.
«Non potrei essere più pronta di così», le dico, notando subito Casey al nostro solito tavolo non appena entriamo.
Scivolo sul divanetto accanto a lei. Battiamo i pugni, poi agitiamo le dita una davanti all’altra. È la nostra cosa… fin da quando avevamo sei anni. Alyssa si siede di fronte a noi e si versa del caffè dalla caraffa in attesa nella tazza vuota davanti a lei. La nostra cameriera, Babs McAlvee, una presenza fissa del locale fin da quando eravamo piccole, ci saluta con la mano e urla: «Vi porto da mangiare in un lampo».
Sì, veniamo qui così spesso… che il nostro ordine è praticamente già fatto non appena arriviamo, nessun bisogno di farci domande su cosa vogliamo.
Mi soffermo a passare lo sguardo su Casey.
«Sembri diversa oggi», rifletto. «Cosa potrebbe essere?»
Alyssa mi rivolge un ghigno e glielo ricambio. Casey ci guarda, alza gli occhi al cielo e beve un sorso di caffè.
«Oh, lo so», continuo con uno sguardo di acuta comprensione. «Sembri una donna appena assunta».
Casey solleva il mento, guardandomi dall’alto in basso con un’occhiata davvero altezzosa. «In effetti sono stata assunta. Primo giorno di lavoro alla Dunes Realty».
Alyssa solleva la tazza di caffè e facciamo tintinnare le nostre tutte assieme. «Alla salute di Casey… la miglior cavolo di agente immobiliare che l’area costiera del North Carolina vedrà mai».
«Alla salute, alla salute», concordo, e iniziamo tutte a ridacchiare.
Casey è passata da un lavoro all’altro fin da quando ha lasciato l’università. È stata la prima, è durata a stento un anno prima di abbandonare, troppo intenta a partecipare alle feste e non abbastanza intenta a studiare. Potrebbe ripetere fino a diventare blu che aveva solo nostalgia di casa, o che semplicemente non le piaceva l’università, ma la verità della storia è… Casey si è davvero perduta fin da quando Brody è stato messo in carcere cinque anni fa.
È stata solo la prospettiva che lui ottenesse la libertà vigilata a farle decidere di mettersi d’impegno e cercare qualcosa di stabile. Questo qualcosa ha finito per essere una carriera da agente immobiliare… anche se non mi sono premurata di dirle che il mercato fa schifo. Ero solo felice che fosse emozionata per qualcosa.
Oggi è stato il suo primo giorno di lavoro, ed è bellissima nel suo tailleur blu marino, che forse mostra un po’ troppa gamba e ha una scollatura più che sufficiente, ma ha un aspetto professionale e sofisticato. Casey Markham deve essere la donna più bella che abbia mai incontrato. Farebbe vergognare una modella di Victoria’s Secret, e non c’è un uomo che arrivi nelle sue vicinanze e non abbia la lingua penzoloni fuori dalla bocca.
È classica… lunghi capelli biondi in onde sciolte che le arrivano a metà schiena, occhi blu fiordaliso e un viso d’angelo. Ha anche un corpo da urlo, di solito racchiuso da un bikini nei mesi più caldi, a causare perpetue erezioni su e giù per la East Coast.
«In effetti ho un appuntamento questo pomeriggio con un tipo inglese che vuole comprare una proprietà sull’oceano. Sembrava incredibilmente pomposo al telefono, ma ehi… i suoi soldi sono buoni come quelli di chiunque altro».
«È fantastico, Casey», le dico, e Alyssa annuisce per concordare.
«Grazie», dice lei enfaticamente, e mi scalda vederla così emozionata per qualcosa. È passato molto tempo dall’ultima volta in cui ho visto Casey tenere a qualcosa che non fosse sbronzarsi o avere un orgasmo. «Poi vedrò Brody a pranzo. Andremo su a Duck».
L’atmosfera attorno al tavolo si fa cupa, perché per quanto sia in effetti una lieta occasione il fatto che Brody ora sia a casa, nessuna di noi sa bene come comportarsi. È stato incarcerato su a Raleigh negli ultimi cinque anni e, anche se la sua famiglia è stata incredibilmente di sostegno e moriva dalla voglia di riaverlo a casa… nessuno di noi riesce a non chiedersi come potrebbe essere cambiato.
Io ricordo solo un uomo di ventidue anni spensierato ed eternamente felice che ha commesso un terribile, terribile errore. Mi chiedo che genere di uomo verrà fuori da dietro le sbarre di quella prigione.
«Come se la cava?» chiede Alyssa, il tono preoccupato e comprensivo.
Casey fa un piccolo sorriso. «Sta bene. Insomma… è silenzioso… introspettivo. Ma sono sicura che starà bene. Hunter gli ha offerto un lavoro all’Ultima Chiamata e credo che, una volta che avrà una routine normale, si aprirà un po’».
Brody è a casa solo da una settimana, e Casey è stata da me avantieri sera, a piangere perché il fratello che conosceva e amava non c’era più. Ha detto che era distante e malinconico, e che non sapeva davvero come parlargli. Mi si è spezzato il cuore per lei, e si è spezzato anche per Brody.
Allungo una mano accanto a me e prendo la sua. «Dagli tempo, Casey. E amore. È tutto quello che puoi fare».
Facendosi coraggio, lei mi rivolge un tremulo sorriso e cambia argomento. «Basta parlare di questo… Allora, sentiamo la tua proposta. Oggi è il giorno in cui la mia ragazza sfonderà».
Solo il pensiero di presentare la mia offerta mi fa andare in sovraccarico i nervi, e il mio cuore inizia a battere in modo irregolare.
Perché sì… oggi è il giorno in cui presenterò un’offerta per un enorme progetto edilizio, e se verrà accettata mi aiuterà a cambiare il corso del mio futuro. Mi serve questo lavoro per solidificare il mio curriculum e dimostrare che posso lavorare ai massimi livelli. Ho un disperato bisogno che qualcuno mi dia fiducia… che mi dia una chance per poter dimostrare che sono in grado di competere con tutti gli uomini in questo settore.
E la cosa che mi terrorizza davvero è che non è altri che Hunter Markham quello a cui presenterò la mia offerta. L’uomo che un tempo credevo di amare e che adesso ancora odio con la maggioranza del mio essere.
Perché mi sto rivolgendo a Hunter Markham per qualcosa di così importante? Beh, chiamiamola mancanza di opzioni a questo punto. Sono stata ripetutamente battuta e ignorata in tutti i progetti importanti presentati negli ultimi tre anni. Sto sperando che il fatto di essere la migliore amica della sorella di Hunter, e che le nostre famiglie sono state intime per anni, mi darà un vantaggio.
Non ho davvero idea di cosa aspettarmi, però. Non ho davvero parlato un granché con Hunter dal nostro “incontro” di cinque anni fa. Lui è partito per l’Australia solo tre giorni dopo quel bacio disastroso e ha essenzialmente girato il mondo nei cinque anni successivi, come concorrente dell’ASP World Tour.
A ventott’anni, è stata un po’ una sorpresa che abbia deciso di ritirarsi dallo sport. Ha surfato per la maggior parte della vita, e giusto l’anno scorso era diventato il numero due nella classifica mondiale. Stava nuotando nell’oro, nuotando nelle donne, e nuotando nella fama. Non ho mai fatto domande, ma Casey mi ha sempre tenuta aggiornata, anche quando sentirlo menzionare mi causava una piccola fitta di dolore ogni volta.
Senza preavviso né motivo, si è ritirato dal mondo del surf ed è tornato a casa per aprire un bar sulla spiaggia. Ha comprato Salty’s, un popolare bar sull’oceano a Nags Head che aveva iniziato ad andare in rovina ed essere trascurato, soprattutto perché il povero Salty aveva il vizio della cocaina, che assorbiva tutto il suo tempo e i suoi soldi. Hunter è arrivato, ha fatto una rapida ristrutturazione, e una grandiosa riapertura il mese scorso. L’ha chiamato Ultima Chiamata e sembrava sarebbe stato un gran successo. Aveva anche grandi piani per espandere la struttura esistente.
Ovviamente non mi è sfuggito il fatto che il suo ritorno a casa abbia coinciso col ritorno a casa di Brody, ma è solo una mia supposizione che abbia voluto essere qui per aiutare il suo gemello a riacclimatarsi nel mondo. E sì, ha fatto ballare un po’ il ritmo del mio cuore, ma poi si è indurito di nuovo. Hunter Markham non merita che il mio cuore faccia altro che schernirlo, in futuro.
Quindi, anche se farlo mi ha resa nervosa, ho tirato fuori il raccoglitore che avrei consegnato a Hunter tra circa tre ore, e l’ho aperto per far vedere a Casey e Alyssa. Ho passato i successivi trenta minuti a illustrare loro della mia proposta e spiegare il budget dell’offerta. Ho anche mostrato i piani dell’architetto che mi ha dato Hunter, incluse alcune potenziali modifiche alla progettazione che vorrei suggerire, e che aiuterebbero a tenere bassi i costi ma sarebbero funzionalmente più adatte a quello che ha pianificato.
Quando ho finito, Casey fischia tra i denti. «Accidenti, ragazza… Devo dirtelo… è davvero sexy il modo in cui usi tutti quei numeri e termini edili. Mi ti farei in un batter d’occhio».
Ridacchiando, le do un leggero pugno al braccio. «Grazie, Case. Sapevo di poter contare su di te per trasformare la mia offerta in qualcosa di sessuale».
Ridendo in quel suo modo roco e sensuale, mi risponde: «Ehi… se “sessuale” ti aiuta a far accettare l’offerta, sono del tutto a favore».
«Argh», gemo. «È di tuo fratello che stiamo parlando. Questo è professionale, non sessuale».
Casey mi schicchera leggermente la punta del naso con le dita. «Rilassati, Gabs. È solo Hunter. Non è che ti salterà addosso o niente del genere».
Anche dopo cinque anni, il semplice fatto che mi abbia chiamato Gabs mi fa stringere lo stomaco al ricordo di Hunter che mi chiamava così. Mi sorprende che ora lo faccia Casey, perché solo Hunter usava quel nome. Mi chiamava così da quando ero una ragazzina.
Scuotendo la testa, mi rivolgo ad Alyssa. «Fammi sentire un’opinione seria. Cosa ne pensi tu?»
Alyssa mi rivolge un sorriso sicuro. «È meraviglioso, Gabby. Davvero. Credo che Hunter ne sarà molto colpito».
«Sul serio?» le chiedo, sperando di avere davvero una possibilità. «Non dici solo per dire?»
«Sul serio», mi assicura lei.
«Assolutamente», si intromette Casey. «Hunter ne sarà travolto. E poi, ha sempre avuto un debole per te. Ti preferirà già solo per quello».
Non riesco a impedirmi quasi di ghignare. «Direi proprio che non ha un debole per me».
Casey inarca le sopracciglia. «Ce l’ha, anche se non so bene perché. È come se, nell’istante in cui hai compiuto diciott’anni, tutti gli scherzi amichevoli tra voi siano caduti in picchiata, e abbiate iniziato a saltarvi alla gola ogni volta che eravate vicini».
Questo è vero. Anche se Hunter era in viaggio per la maggior parte dell’anno, tornava sempre a casa per qualche mese alla fine della stagione, tra dicembre e marzo. Ho sempre tentato di stargli fuori dai piedi ma, visto che Casey è la mia migliore amica, era inevitabile che lo incontrassi in qualche occasione. In quei momenti, lo ammetto… ha tentato di essere gentile. Ma io gli ringhiavo sempre contro, o dicevo qualcosa di sdegnoso. All’inizio si stupiva, ma poi iniziò a rendermi pan per focaccia. E prima di rendercene conto stavamo sempre litigando come cane e gatto. Nel corso degli anni è diventato quasi naturale e, anche se facevamo del nostro meglio per evitarci a vicenda, quando non potevamo evitare di entrare in contatto non era mai piacevole per nessuno di quelli coinvolti.
L’unica interazione a non aver visto parole di odio è stata quando è morto mio padre. Hunter mi ha sorpresa tornando a casa per il funerale, anche se era nel pieno del tour. Il mio commento maligno mi si è più o meno incastrato in gola quando è venuto da me al funerale e mi ha stretta in un abbraccio. Mi ha poggiato il mento sopra la testa e ha detto a bassa voce: «Mi dispiace davvero, Gabs. Anch’io volevo bene a tuo padre».
Non sono riuscita a trattenere le lacrime che mi si sono formate negli occhi per le sue parole gentili, e avrei voluto odiarlo in quel momento, ma non potevo davvero. Piuttosto, me ne sono andata via senza dire niente, sono andata da mia madre e non mi sono più allontanata dal suo fianco da quel momento. Hunter non mi si è più avvicinato, e se ne è andato il giorno successivo. Dopo di ciò, siamo tornati a litigare come di norma.
Irrompendo nei miei pensieri, Casey dice: «So che voi due non ci tenete particolarmente l’una all’altro, ma lui chiede sempre di te. In ogni e-mail od ogni volta che abbia mai telefonato, chiede sempre come sta “Gabs”. Ci tiene a te, anche se non sa come dimostrarlo».
Rido mentalmente tra me, poi per buona misura alzo mentalmente gli occhi al cielo. Bah… se Casey venisse mai a sapere di quanto sia profonda la mia collera contro Hunter, ne sarebbe sconvolta. Ma non lo saprà mai, perché non ammetterò mai con lei che un tempo amavo quell’idiota di suo fratello e che poi lui mi ha spezzato il cuore.
Sarà il segreto che mi porterò nella tomba.
Ora, non devo fare altro che essere gentile con lui per l’ora potenziale che mi servirà a presentare la mia offerta e rispondere a qualunque domanda possa avere. Mi ucciderà, ma sarò educata e professionale. Gli farò vedere che sono la persona migliore per questo lavoro… e al diavolo la mia mancanza di un pene.