CAPITOLO 5 Jaguin mantenne una presa stretta sulla mano di Sara, perché temeva che, se l’avesse lasciata andare, lei avrebbe cambiato idea. La sentiva tremare leggermente. La sua mente cercò disperatamente dei modi per placare le paure della femmina. Fece una smorfia perché non trovò nulla. “Di cosa è fatta la creatura d’oro?” chiese Sara, sistemandosi i capelli con la mano libera e infrangendo quel silenzio tormentato. Jaguin le sorrise. “Del sangue della Dea,” rispose. Sara lo guardò con un sopracciglio inarcato. “Il sangue della Dea?” chiese in tono scettico. Jaguin si strinse nelle spalle. “È così che lo chiama il mio popolo. Ogni guerriero riceve una piccola quantità del sangue di lei alla nascita. Esso cresce assieme al guerriero, alimentandosi dell’essenza delle nostre forme,”

