CAPITOLO 7 Diversi giorni più tardi, Sara si svegliò di soprassalto. Si guardò disperatamente attorno, cercando di orientarsi. Era nella cabina che le avevano assegnato qualche giorno prima. Essa era collegata a quella di Emma. Il suo sguardo corse di qua e di là e incrociò quello degli occhi azzurri e preoccupati dell’amica. Sara rivolse un sorriso amareggiato alla donna seduta sul bordo del suo letto e si rilassò contro i cuscini. “Stavo gridando, vero?” mormorò Sara. “Sì,” rispose Emma con una voce a malapena udibile prima di rivolgerle un sorriso tormentato. “E imprecando.” Sara scosse la testa e si mise in posizione seduta. Emma aveva finalmente ricominciato a parlare, ma solo con lei. Non era molto, ma era qualcosa. “Ho sognato di essere di nuovo al complesso,” ammise Sara, lanc

