CAPITOLO III Quando le fu passato l'entusiasmo per i militari, Rosanette tornò ad essere più incantevole che mai; e Federico, quasi senza accorgersene, prese l'abitudine di vivere da lei. Il momento più bello della giornata era il mattino, sulla terrazza. In pagliaccetto di batista, a piedi, nudi dentro le pantofole, andava e veniva intorno a lui rassettando la gabbia dei canarini, cambiando l'acqua al pesci rossi, zappettando con la paletta del camino nella cassa di terra dalla quale una spalliera di nasturzi era cresciuta a decorare il muro. Poi s'appoggiavano coi gomiti alla ringhiera del balcone e osservavano insieme la gente che passava, le carrozze; si scaldavano al sole, facevano progetti per la serata. Se Federico usciva, era per due ore al massimo; dopo andavano a teatro, in un

