II Il 29 maggio Napoleone lasciò Dresda, dove aveva sostato per tre settimane, circondato da una corte di principi, duchi, re e persino da un imperatore. Prima di partire, Napoleone aveva vezzeggiato i principi, i re e l’imperatore che se lo erano meritato; aveva rampognato i re e i principi dei quali non era soddisfatto; aveva fatto dono all’imperatrice d’Austria di perle e brillanti suoi personali (ovverossia sottratti ad altri re), e dopo aver teneramente abbracciata l’imperatrice Maria Luisa, come riferisce il suo storico, la lasciò afflitta da una separazione che lei - questa Maria Luisa che si considerava sua consorte, sebbene a Parigi egli avesse un’altra moglie non sembrava poter sopportare. Benché i diplomatici credessero ancora nella possibilità di salvare la pace e lavorassero

