VIII Quella sera i Rostov andarono all’opera; Mar’ja Dmitrievna aveva procurato i biglietti. Nataša avrebbe preferito non andare, ma non poteva rifiutare questa prova di affetto di Mar’ja Dmitrievna rivolta unicamente a lei. Quando, vestita, uscì nel salone per aspettare il padre e, guardandosi nel grande specchio, si vide bella, molto bella; si sentì ancora più triste, ma, ora, in un modo pieno di dolcezza e d’amore. «Dio mio, se lui fosse qui non sarei più come prima, così scioccamente timida come fossi stata di fronte a chissà cosa; ma in un modo nuovo, semplice. E mi stringerei a lui, lo costringerei a guardarmi con quegli occhi curiosi e indagatori coi quali mi guardava tanto spesso e poi lo farei ridere come rideva allora, e i suoi occhi... oh, come li vedo, quegli occhi!» pensava

