VI Il vecchio conte tornò a casa. Nataša e Petja promisero di rientrare subito. La caccia continuò, perché era ancora presto. Verso la metà della giornata i segugi furono sguinzagliati dentro un burrone ricoperto di giovane e fitto sottobosco. Nikolaj, in piedi in mezzo alle stoppie, poteva vedere tutti i suoi cacciatori. Di fronte a Nikolaj si stendevano dei campi già verdeggianti delle semine d’autunno, e là stava alla posta un suo cacciatore, nascosto in una fossa, dietro un cespuglio di nocciolo. Non appena i segugi furono sguinzagliati, Nikolaj udì a intervalli il latrato di un cane che ben conosceva: Voltorn. Ad esso si unirono poi anche gli altri cani, ora chetandosi, ora rimettendosi a latrare. Un minuto dopo dal bosco echeggiò una nota di corno che segnalava la presenza di una v

