XIII

1224 Words

XIII Una sera, mentre la vecchia contessa, sospirando e tossicchiando, in cuffia e camicia da notte, senza i boccoli posticci e con un misero ciuffo di capelli che le spuntava dalla bianca cuffia di calicò, faceva sullo scendiletto le genuflessioni della sua preghiera serale, la porta cigolò e nella stanza entrò di corsa Nataša con le pantofole infilate sui piedi nudi, anch’essa in camicia da notte e coi diavolini nei capelli. La contessa si voltò e aggrottò la fronte. Stava terminando di leggere la sua ultima preghiera. «E se questo giaciglio stesse per diventare la mia bara?» La sua meditazione religiosa era stata distrutta. Nataša, rossa, eccitata, accorgendosi che sua madre stava pregando, aveva arrestato di colpo l’impeto della sua corsa, rannicchiandosi su se stessa e mostrando invo

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