Dice la romita: — Giovanni, non andar piú su, ché c'è lo 'nferno. Dice Giovanni: — E io ho qui con meco il diavolo, che tutto il tempo della mia vita ho cercato di metterlo in inferno —; e accostasi a costei, mettendo il diavolo in inferno, come che con le mani un poco si contendesse. E dicea: — Che è questo, Giovanni, che tu fai? noi ci saremmo tutte confessate da te, e io spezialmente, e tu tieni cosí fatti modi. Dice Giovanni: — Credi tu che Jesu abbia fatta la tua bellezza perch'ella si perda? Non lo credere. Quando Giovanni fu stato quello che volle, tornò alla sua proda. L'altre due romite, che forse aveano fatto vista di dormire, dice quella che è allato a Giovanni da lato del muro: — O che trigenda è questa istanotte, Giovanni? In verità di Jesu, che tu ci fai poco onore,

