Nella nebbia torbida, le offro un passaggio per tornare, visto che è venuta a piedi. Rifiuta. Insisto. Resiste. Vinco io alla fine. «Ci sei domani, per ripetere?» mi chiede quando arresto la Punto davanti a casa sua. Frega niente, penso. «Si può fare» dico. «A mezzogiorno?» Mezzogiorno è troppo presto, penso. «Mezzogiorno è okay» dico. «Ti porto in un bel posto. Non darmi buca.» Quindi Marta mi bacia sulla guancia, scende dall’auto, si tasta i fianchi del cappotto e fa una smorfia. Abbasso il finestrino e la interrogo con lo sguardo. «Chiavi dimenticate» dice. «Ma ci sono quelle di riserva.» Allora la saluto e richiudo il vetro, ma prima di inserire la marcia attendo che lei entri in casa. Marta entra nel cortile mentre il setter scozzese le corre incontro. Dopo avergli fatto un

