«Non ti fa perdere la strada, però. Ricordi ancora dove abito.» Certo, dai tempi del mio bel dossier bollente dalle grandi tirature. Quando un giorno venni qua per farle un’intervista. Marta aveva ragione: so bene come muovermi in certi ambienti. Tanto che mi bastano pochi secondi per ambientarmi nel salotto di Barbara, sorbendo un tè verde gentilmente offerto dalla padrona di casa. L’unico disagio che percepisco è procurato dalla presenza di questo Mauro, il deficiente, il cui tono di voce monocorde è uguale sputato a come mi immagino debba essere quello di un pervertito serial killer stuprato nella culla da un branco di pervertiti serial killer stuprati a loro volta nella culla. Con questo qui c’è poco da scherzare, mi appunto nella mente. Lo sanno tutti quello che ha combinato alla do

