Infatti, per divincolarsi dall’impasse di questa visita, Micky ricorre proprio a un oggetto: una videocassetta che recupera da una mensola lassù in alto. Sull’etichetta è scritto: “estate 1989”. Il periodo in cui le mie rughe non si stendevano a raggiera intorno agli occhi. In cui i miei fianchi non erano così larghi. In cui non avevo ancora ammansito il mio spirito selvatico. In cui mi dicevano che ero bella. Punto. Senza che fosse necessario inventarsi formule ipocrite come “fascino espressivo”, “fisico morbido”, “temperamento frizzante”. L’oggetto dietro cui si trincera oggi Micky è quindi questo vetusto vhs che gracchia e ansima in un altrettanto vetusto videoregistratore, sottoposto a una tribolazione meccanica che da un momento all’altro potrebbe schiantarlo. Ma non cede, il vhs. T

