Capitolo III La cena mi diede il colpo di grazia. Ero accanto a lei e continuamente le nostre mani si incontravano sotto la tavola, il mio piede premeva il suo, i nostri sguardi si congiungevano, si univano. Dopo il pranzo si fece un giretto al chiaro di luna e io le versai nell'anima tutta la tenerezza che mi saliva al cuore. La tenevo stretta contro di me, baciandola continuamente, inumidendo le mie labbra con le sue. Lo zio e Rivet ci precedevano discutendo. Le loro ombre li seguivano gravemente sulla ghiaia dei viali. Tornammo a casa. Poco dopo, il fattorino del telegrafo portò un telegramma della zia che annunciava il suo ritorno soltanto per la mattinata seguente, alle sette, con il primo treno. «Henriette, vai a far vedere le loro camere a questi signori,» disse lo zio. Stringem

