Capitolo V Ma le speranze, sempre alimentate e rinnovate, non approdavano mai a nulla. Di mese in mese la vana attesa, nonostante la perseveranza di Lesable e la buona volontà della sua compagna, li metteva in una angoscia febbrile. Si rimproveravano a vicenda l'insuccesso, e lo sposo, disperato, dimagrito, stanco, soffriva soprattutto per la grossolanità di Cachelin il quale, nella loro battagliera intimità, lo chiamava soltanto “Signor Gallo”, indubbiamente per ricordo di quella volta che per aver pronunciato la parola “cappone” poco mancò che non si prendesse una bottigliata sulla testa. Padre e figlia, uniti per istinto, arrovellandosi al continuo pensiero del grosso patrimonio così vicino e impossibile da acchiappare, non sapevano più che cosa inventare per umiliare e torturare l'im

