“Mmm, sì”. “Ok, allora come faccio a riempire i buchi? Con una macchina come questa, che ne ha molti di più, ci metto dieci, cento, mille pixel che vadano in gradazioni progressive di bianco nero e blu, con il maggior numero di sfumature intermedie in modo che l’immagine perda l’aspetto sfuocato, sgranato e riprenda il giusto volume, i giusti contorni. Mi sono spiegato bene?”. “Mi sembra di aver capito, come mettere delle palline colorate nei posti vuoti!”. “Esatto, ed ecco come ci è ritornata la nonna!”. E quell’orecchino che prima somigliava molto, ma che un buon avvocato difensore avrebbe potuto sminuire come prova, adesso era proprio lo stesso, merito dell’informatica di sicuro, ma anche di una sorella della vittima con ottimo spirito d’osservazione e capacità descrittive e di un d

