III. Una sera, all'ora convenuta, egli le venne accanto più accigliato del solito, e, strettale la mano, stette lungo tempo immobile, colle spalle al muro, muto. Camilla lo guardò di sfuggita, e n'ebbe quasi paura: non l'aveva mai visto così stravolto; era pallido e tremava. — Che cos'hai? — gli domandò. — Ho.... — rispose lui con impeto, senza voltare la testa — una bagattella. Ho che cinque giorni fa, quando abbiamo ricevuto la notizia che mio fratello maggiore era morto, non abbiamo pensato a una cosa! — A qual cosa? — Non ci abbiamo pensato nè io, nè tu, nè i miei parenti, nè il Curato, nè un cane al mondo, e non par possibile, bisogna dir proprio che avessimo la testa non so dove. — Ma di' dunque! — Dico, dico.... pur troppo che l'ho da dire: mi tocca andar a fare il soldato, e

