VII. All'undici di sera Marco era rimasto solo nella sua bottega rischiarata da una lucerna, e leggicchiava un vecchio giornale: Carlo entrò. — Numero sette, lo so; — disse Marco dandogli un'occhiata, senza smetter di leggere. Carlo gli sedette accanto senza far parola, e appoggiato un braccio sulla tavola chinò la testa sulla mano. — È una vita dura —, cominciò a dir Marco, lanciando all'amico uno sguardo di compassione maligna. — Oh per dura è dura, te lo posso dir io. È una vita che chi ne vuol parlare bisogna che l'abbia provata. Io te lo dico per tuo bene, perchè non vorrei che andassi a fare il soldato con un'idea falsa. È mio dovere d'amico di dirti la verità. É una vita d'inferno. Immagina pure delle umiliazioni; non ne penserai mai tante quante ne avrai da patire, va pur sicu

