Capitolo Venti Il cielo del primo mattino si inarcava in una cupola perfetta di un azzurro nobile. Era segnato solo da una linea spezzata di fenicotteri rosa che planavano sopra le cime degli alberi, i loro lunghi colli distesi in volo. Che contrasto pacifico e sognante rispetto alla notte tempestosa. Miele tirava lentamente il carro, ma era comunque meglio piuttosto che camminare e comunque non avrei mai trovato la strada per Cartagine al buio. Sedevo accanto a Sevar, mentre il carro a due ruote si muoveva lungo la strada tortuosa e su una leggera pendenza. Le tre ragazze dormivano ancora sul retro. Sevar teneva in una mano due redini di cuoio, una che correva fino alla base di ciascuna delle corna di Miele. “È così che lo guidi?” Gli chiesi. “Queste cose?” Alzò le redini. “Non so p

