Una volta che l'aereo era atterrato Shaka si era separato da Mu e si era diretto verso l'India. Giunto alla frontiera indo-nepalese si allontanò dal centro abitato per raggiungere il villaggio indiano dove risiedeva. Il fiume Gandak scorreva tranquillo ed il fruscio delle foglie di salici e fichi erano in simbiosi con la natura e con la sua anima. Una volta giunto nell'umile casa dove viveva Shaka andò a deporre lo scrigno della sua nella sua stanza, questa era nascosta sotto una sacca di tela, così da non destare nessuna curiosità. Una volta liberatosi delle vestigia tornò ad uscire e si recò verso i fichi sacri, intorno a se non c'era nessuno. Ancora non sapevano del suo rientro, non era previsto, così quando giunse ai fichi sacri in silenzio non sospettava che qualcuno fosse lì a medita

