Al secondo risveglio era quasi l'alba, si tirò su cercando il suo abito, non voleva farsi vedere nuda. Ma anche in quel caso Shaka era già sveglio, in compenso lui stesso si alzò andando a recuperare i vestiti. Lei volse il capo per non invadere il suo spazio e quando ebbe i suoi vestiti subito si ricoprì. Una volta pronta Shaka le prese la mano. "Andiamo a pregare Shiwa." Lei sollevò lo sguardo e gli sorrise serena e sincera. "Si mio sposo. Andiamo a pregare." Era ciò di cui aveva bisogno. Shaka restò a casa una settimana, durante quel periodo meditava e pregava accanto a Shiwa. L'uomo era convinto che lei ormai avesse raggiunto il nirvana ma notava che il suo animo era inquieto. La morte: eppure la morte non era che l'inizio e lei doveva saperlo. Non dovevano temerla! Lui non la temeva,

