17. I pettegoli dell’oceanoL’ascia venne trovata subito e in un batter d’occhio il dottore aprì nella porta un varco abbastanza grande per potervi passare. All’inizio non riuscì a scorgere assolutamente nulla, tanto era buio all’interno. Accese allora un fiammifero. La stanza era piccolissima, senza finestre e bassa di soffitto. Lungo le pareti erano allineate delle botti, fissate al pavimento perché non rotolassero al beccheggiare della nave, e sulla parete sopra le botti c’erano dei boccali di peltro di ogni misura appesi a uncini di legno. Nell’aria gravava un forte odore di vino. E in mezzo alla stanza, sul pavimento, stava seduto un ragazzino di circa otto anni che piangeva sommessamente. «Per me questa è la cantina dove i pirati tenevano il rum», sussurrò Jip. «Sì, è proprio rum!»

