6. Lo scoiattolo feritoIn casa trovammo mio padre che si esercitava al flauto accanto al fuoco. Lo faceva ogni sera, a fine lavoro. Il dottore cominciò immediatamente a parlargli di flauti, di ottavini e di fagotti e dopo un po’ mio padre gli disse: «Forse anche voi suonate il flauto, signore? Non ci suonereste qualcosa?» «Be’», fece il dottore, «non tocco un flauto da molto tempo, ma mi piacerebbe provare. Permettete?» Prese lo strumento che mio padre gli porgeva, suonò e suonò. Fu una cosa meravigliosa. Mia madre e mio padre sedevano immobili come statue, guardando il soffitto come se fossero in chiesa e persino io, che non mi interessavo di musica e che sapevo suonare solo l’armonica a bocca, mi sentivo commosso e pieno di buoni propositi. «Oh, è stato bellissimo!», sospirò mia madre

