7. Un passo del destino-2

2011 Words

Egli guardava Marina con i suoi grandi occhi miopi, a fior di testa, appoggiando i gomiti sulla tavola. “Il cuore mi palpita quando vi penso. Questa notte non scenderà sonno sulle mie pupille. Ah! È inutile, mamma, tu non puoi comprendere con la tua anima il segreto incanto di quella grotta. Ah!” Si alzò in piedi e dimenò le braccia come un forsennato estatico; dopo di che abbracciò sua madre che si mise a gridare: “Matto, matto, lasciami stare coi tuoi spiritessi.” “Senti questa, senti questa, mamma” diss’egli, rizzandosi, mentre la contessa ripeteva a Marina “è in boresso, è in boresso.” Marina chiamò il Finotti, che guardava curiosamente dalla sala. “Lascialo stare, colui”, disse la contessa. “Finotti!” ripeté Marina. Quegli entrò, tutto ringalluzzito. “Sentite questa, sentite q

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