A quella sua domanda mi si gelarono le vene nel corpo; non potevo dirgli che era stata solo semplice fortuna, non mi avrebbe mai creduto, d'altronde non era così stupido.
Dovevo inventarmi una bugia credibile, altrimenti quello mi avrebbe fatto a fettine.
Com'è che io che avevo combattuto creature più disgustose e pericolose avevo paura di un semplice umano? Forse perché era Marco quella persona?!
I miei pensieri furono interrotti da una finta tosse, sprigionata dal ragazzo, per richiamare la mia attenzione o semplicemente perché non voleva aspettare in eterno la mia risposta, così presa dalla fretta dissi:
"Perché da piccola qualcuno mi ha insegnato ad usare la spada"
Il rosso ci pensò su un attimo e poi disse:
"Quindi da piccola hai fatto scherma?"
"S-si esatto propio scherma!"
Risposi anche troppo convinta per l'idea che mi aveva fornito come alibi
"Non smetterò mai di dirti che sei strana, comunque sei stata abbastanza sufficiente oggi in palestra, se il nuovo insegnate non fosse all'altezza del suo lavoro mi darai ripetizioni tu, ovviamente gratuitamente"
Non risposi, feci si più volte con il capo, fino a che lui con un sorrisetto sulla faccia lasciò la stanza ed io potetti tirare un sospiro di sollievo.
Avrei preferito dormire ancora un po', tuttavia la mia fame era troppa e non potevo saltare altre lezioni.
Il resto della giornata passò velocemente, troppo velocemente, infatti io non volevo tornare a casa, poiché sapevo la triste realtà: Una volta entrata nelle mure domestiche mi sarei dovuta mettere a fare matematica e inoltre sarei dovuta andare a cercare un nuovo lavoro.
Quando ormai avevo messo piede fuori dalla scuola, una voce mi Richiamò:
"Mocciosa!"
Mi girai d'istinto, il nomignolo usato non poteva essere che quello di Levi.
Mi raggiunse velocemente, ma prima che potesse parlare gli dissi:
"Che cosa stai facendo?!"
"Come cosa faccio, ti riaccompagno a casa"
"Non puoi farlo!"
"Eh? Come sarebbe a dire, perché no?"
Quando non poteva fare quello che voleva o non riusciva a comprendere la situazione, assumeva quella faccia da cucciolo troppo dolce
"Perché sorridi in quel modo?"
"Oh io? Niente cof cof"
Simulai una leggera tosse per ritornare seria e dire:
"Non puoi accompagnarmi a casa semplicemente perché la scuola non deve sapere che ci conosciamo o peggio, che viviamo assieme"
"Perché? Lascia che ti porti almeno lo zaino, sei svenuta prima potresti avere una ricaduta"
"Tranquillo sto bene, ma tu non puoi fare niente perché, ripeto, se lo venisse a scoprire qualcuno la voce si diffonderebbe e tutti lo scambierebbero per un grosso e osceno malinteso, fino a portarti a perdere il posto di lavoro e questo, purtroppo non possiamo permettercelo, altrimenti moriremo di freddo e di fame"
"Allora torniamo nella nostra vera casa"
"Preferisco morire"
Finìi la conversazione voltandomi per andare a casa.
Mentre cercavo di capire qualcosa dell'esercizio davanti a me, sentì occhi di ghiaccio tornare a casa.
Il mio cervello ormai stava andando in fumo, avrei giurato di poter vedere dei gas uscire dalle mie orecchie; perciò chiusi il libro e mi diressi fuori per cercare un nuovo lavoro part-time.
Se all'inizio ero speranzosa, ora come ora avevo il morale a terra, nessuno voleva assumermi; prima di tornare a casa, provai la mia ultima speranza, ovvero una panetteria che cercava personale part-time.
Entrai e andai subito al banco per chiedere del posto, ma come se sapesse cosa fare la padrona mi stoppò, dicendomi:
"Non abbiamo bisogno di te"
"Perché no? Fuori avete esposto un cartello con su scritto che cercate giovani ragazze per un lavoro part-time"
"Bhe e che sei tu il problema"
"Scusi? Se mi chiede di fare qualsiasi cosa io la posso fare mi dia solo una possibi-"
"NON CAPISCI CHE NON TI VOGLIO PERCHÉ LA TUA REPUTAZIONE DA STRANA MI FAREBBE PERDERE I CLIENTI?! ORA SPARISCI"
"Dobbiamo aspettare ancora per molto?"
Non bastava già il casino di tutta la situazione, ora pure lui doveva esserci, infatti la voce che mi chiese se doveva attendere ancora, proveniva da Leaf, insieme al suo gruppetto di amici che ridevano della situazione.
Era come vedere un capo gruppo con delle iene dietro, le quali lo veneravano e volevano imitarlo.
"Si scusate me ne vado subito"
"Sarà meglio pazza"
"Spero tu non abbia contaminato la farina"
"Ahahaha"
Questi erano I commenti delle iene mentre mi dirigevo alla porta; tuttavia ad uno di loro non bastarono solo le parole, dovette pure farmi lo sgambetto per farmi cadere.
Potevo benissimo effettuare una capriola per rimettermi in piedi, ma avrei destato sospetti, quindi mi parai il meglio possibile alla caduta, la quale provocò uno strappo alla mia gonna facendo intravedere il mio intimo.
"Uuuuu ahahha"
Fecero in coro I ragazzi, mentre io correvo per nascondermi il più lontano possibile; fortunatamente trovai una panchina libera ed ombreggiata, vicino alla fontana del paese, e mi sedetti coprendo il didietro.
Gli occhi iniziarono a pizzicarmi, seguiti da un paio di gocce salate; forse Levi aveva ragione, non ero fatta per la terra ma solo per combattere e dovevo tornarmene indietro.
"Tutto bene?"
Mi chiamò una voce; mi asciugai alla meglio le lacrime e mi girai in direzione del suono, per vedere a chi appartenesse.
Non sapevo in chi sperare in quel momento, ma il fato, evidentemente, qualche volta mi voleva bene; riconobbi la mia compagna di classe Laura Stone, tirai un sospiro di sollievo e la invitai a sedersi vicino a me, spostandomi leggermente su quel metallo colorato di verde.
"Come mai stavi piangendo Valentina?"
Non so il perché, probabilmente avevo bisogno di qualcuno con cui sfogarmi e confidarmi; una persona che mi ascoltasse al di fuori di Levi.
Senza pensarci troppo gli raccontai la mia situazione economica, la mia perdita di tempo nel cercare un lavoro e l'incontro fatto con Marco e i suoi amichetti.
La ragazza mi ascoltò tutto il tempo, tenendo sul suo viso un'espressione dolce e compassionevole, mentre mi massaggiava la schiena con la sua piccola mano soffice e delicata.
"Mi spiace Valentina per la perdita dei tuoi genitori, non sapevo dovessi affrontare tutto questo"
Ovviamente dovetti inventarmi delle piccole bugie per non far cadere la mia copertura
"Se potessi aiutarti"
"Stone tu mi stai facendo già un grandissimo favore sia a scuola che adesso, ascoltandomi"
La ragazza non mi rispose subito, si limitò ad annuire mentre pensava ed io non potevo che non notare la sua eleganza e bellezza.
Era una donna bella ed intelligente, i suoi voti a scuola erano impeccabili e la sua grazia, come il suo modo di vestirsi elegante era unico nel suo genere
"Trovato!"
Esultò la mia compagna, alzandosi in piedi e schioccandosi le dita; successivamente si rivolse a me con un sorriso, dicendomi:
"Ti interessa darmi delle ripetizioni?"
"Eh? Ma io non sono brava nelle materie scolastiche"
"Intendo con la spada"
"Non riesco a capirti"
"Vedi la mia famiglia vuole che abbia una buona pagella su ogni casella, questo comprende anche educazione fisica, tuttavia non sono brava nella materia di quest'anno, quindi visto che tu sei portata, potresti darmi delle ripetizioni e ti pagherò per questo"
Restai un attimo a riflettere sulla sua proposta, non potevo guadagnare tantissimo, ma era sempre meglio di rimanere senza niente; inoltre era una cosa che potevo fare tranquillamente e poteva essermi di aiuto, come un buon allenamento per me.
"Ci sto"
"Oh che bello, avere te come insegnante sarà fantastico!"
"Quando vuoi iniziare?"
"Anche subito!"
"Qui?!"
"Ma no sciocchina, vieni a casa mia, così potrò anche rimediare a quella gonna"
"Sicura che non sono di disturbo?"
"Ma figurati vieni!"
Così ci incamminammo per andare nel posto prefissato, tuttavia ancora una volta rimasi sorpresa.
Non mi aspettavo di entrare in una villa lussuosa, con tanto di cancello imponente e piscina.
"Posso farti una domanda Stone?"
"Chiamami pure Laura, ma comunque si"
"Come fa tuo padre a permettersi questo?"
Alla mia domanda lei scoppiò a ridere dolcemente
"Scusa colpa mia, vedi effettivamente il mio vero padre fa il bidello alla nostra scuola, tuttavia mia mamma si è sposata con un uomo di famiglia nobile e vivo qua con suo figlio"
"Capisco, quindi hai mantenuto il cognome del tuo padre biologico"
"Esatto, ora vieni in camera che dobbiamo sistemare quella gonna"
Più mi addentravo in quei corridoi Più mi stupivo del lusso; ovviamente la sua camera non era da meno: letto grande ed ampio al centro della stanza; libreria piena di libri attaccanta alla scrivania; grande bagno con vasca ed infine una lunghissima cabina armadio, dove Laura stava rovistando
"Trovato!"
"Trovato cosa?"
"Indossa questo Valentina"
Mi porse un bel vestitino rosa e nero
"Eh perché?"
"Perché non vorrai andare in giro nuda per casa!"
"Non serve, ti sto chiedendo già troppo"
"Sciocchezze, ora dammi la gonna che la vado a far riparare dalle sarte, mentre tu ti metti il vestito; Sbrigati che poi scendiamo per l'allenamento!"
"V-va bene, grazie ancora"
Dissi porgendole il pezzo di stoffa rovinato; lei lo prese con un gran sorriso e scese per fare ciò che aveva detto, nel mentre che io indossavo l'abito datomi in prestito
Toccai la stoffa pregiata che mi accarezzava il tessuto della pelle; si notava proprio che era di una marca costosa.
"Ti sta benissimo Valentina, ora scendiamo in cortile per la lezione!"
"Arrivo"
La seguì senza esitazione, mentre scendevo dalle scale non potevo che sorridere, finalemnte ero felice e potevo dare la mia prima lezione, chissà cosa penserebbe di me Levi.
Mentre scendevo le scale distrattamente, andai a sbattere contro un Busto......