IX. Le privazioni, o piuttosto le sofferenze che avevamo sopportate fino allora, diminuivano a Lowood. Tornava la primavera, era quasi giunta anzi; i ghiacci dell’inverno erano cessati, le nevi si erano sciolte, i venti freddi avevano meno forza, e i miei poveri piedi cominciavano a guarire dei geloni sotto l’influenza benefica del tepore d’aprile. Le notti e le mattinate non ci ghiacciavano più il sangue nelle vene e le ricreazioni in giardino erano tollerabili, anzi quando brillava il sole erano anche piacevoli. Dai rami scuri e spogliati spuntavano ogni giorno nuove foglie, come se la speranza le traversasse durante la notte, lasciando ogni mattina tracce visibili del suo passaggio. I fiori incominciavano a frammischiarsi alle foglie; si vedevano apparire i bucaneve, il croco, le vi

