XII. La maniera calma e dolce con la quale ero stata accolta a Thornfield e che pareva annunziatrice di una esistenza agevole, non fu smentita quando conobbi meglio la villa e i suoi abitanti. La signora Fairfax era davvero una donna dolce, compiacente, abbastanza istruita e intelligente; la mia alunna era una bimba vivace, spesso capricciosa, ma siccome dipendeva soltanto da me, potei renderla docile. Non aveva nessuna attitudine speciale, nessun sentimento sviluppato; era una bambina come tutte. Faceva progressi sufficienti e aveva per me un affetto vivo, se non profondo, e fra noi regnava perfetto accordo. Avrei dovuto esser contenta, eppure quando passeggiavo sola, quando guardava la strada attraverso il cancello, oppure quando non dovendo occuparmi di Adele salivo sulla terrazza,

