CAPITOLO OTTO La mattina dopo la festa Tano sgattaiolò fuori dalle stanze che condivideva con Stefania. Aveva imparato a fare attenzione dopo quella volta che l’aveva seguito quando aveva dato la caccia a Lucio. “Lasciala dormire,” disse a una delle damigelle di Stefania. “Scendo solo al campo di allenamento prima delle Uccisioni, e Stefania mi sembrava un po’ stanca dopo la festa di ieri notte.” “Sì, principe Tano,” disse la damigella. Tano partì diretto verso il campo d’allenamento, perché quello era un luogo dove era credibile che andasse di prima mattina. Non aveva bisogno di preoccuparsi. Il castello era nel più completo silenzio. I servitori attendevano ai loro lavori, ma i nobili che avrebbero potuto fargli delle domande erano ancora tutti a letto. Dopo la festa della scorsa not

