Castelli di carta

3099 Words

Castelli di carta Presente. Quella parte dell’eternità che separa la sfera della delusione da quella della speranza. Ambrose Bierce Per Silvio era stato un colpo di fulmine. Per Delia, un corteggiamento tenace. Si erano conosciuti in un locale vecchio stile situato nel centro storico di Firenze, gestito da Salvatore Cerullo, un omone dalla battuta pronta con i baffi all’ungherese che ne incorniciavano il sorriso ampio, contagioso. L’uomo si vantava di essere imparentato niente meno che con il principe Antonio De Curtis, in arte Totò. Si era trasferito da Napoli nel dopoguerra in cerca di fortuna e in effetti l’aveva trovata con una fiorentina benestante che era diventata sua moglie. Grazie alla donna, Salvatore aveva ereditato un’antica taverna, da lui ribattezzata L’oro di Napoli. Er

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