21Latte, autunno 2005 “E adesso dove è andato?”. L’agente Rispoli diede un pugno sul vetro della Brava oro, maledicendo la propria distrazione ed il traffico. “Bastardo…”. La voce roca dell’ispettore Martini completò il pensiero dell’agente, che mai avrebbe osato esprimersi così nei confronti di un sacerdote. Dopo tre ore di appostamento nei pressi della casa di riposo “Il sorriso”, alle nove del mattino, la Clio blu, condotta da don Fulvio Lancia, era uscita dal cancello sfilando lenta davanti al muso dell’auto di servizio. Martini e Rispoli erano scivolati sui sedili, cercando di nascondersi il più possibile, ma se per l’ispettore, dal fisico asciutto, era stato un giochetto da ragazzi, per l’agente fu un’impresa impossibile. Cento chili di muscoli e lentiggini erano piuttosto ingom

