10Triora, autunno 1587 Le segrete di Casa del Meggia erano buie e fredde, ma non umide. In tempi di grazia, lì venivano custodite granaglie e altre derrate alimentari, ora i raccolti erano talmente scarsi che un magazzino di tali proporzioni era del tutto inutile. Al piano superiore, il vicario aveva fatto installare le sinistre macchine da interrogatorio. Laddove non riusciva la ragione, la tortura era il mezzo di persuasione più efficace. Anche il più ostinato finiva con l’ammettere le proprie colpe se passato per lo schiacciapollici o per la corda o sul cavallo di legno. I ferri del mestiere erano stati messi a punto dallo stesso Girolamo Del Pozzo, che li aveva ispezionati uno per uno in vista di quello che lui definiva il giorno della confessione. Isotta Stella era conscia di ciò

