12.

985 Words
Hai 83 messaggi di posta. 83. OTTANTATRÉ. Logan si morde la mano mentre maledice il responsabile. Apre le notifiche solo per eliminarle tutte, poi va nel proprio profilo e trova una sfilza assurda di post. La maggior parte di questi lo minacciano di morte per non aver rivelato prima di essere fidanzato, e altri riportano al loro interno il nome "Larry". In meno di una giornata è successo tutto questo. È spaventoso. LoPrice91 ha postato un messaggio State calmi! Mi si sta impallando il cellulare. Quello che ottiene in risposta è un'altra serie di notifiche. Dovrebbe semplicemente dire che è tutta una grandissima cazzata, che nemmeno sa chi sia quell'Harry e che è solo un pazzo. Ma non può farlo. Primo, perché conosce i suoi fan e lo ucciderebbero. Secondo, perché un po' il ragazzo gli fa tenerezza. Però, terzo punto totalmente diverso, non può stare al gioco e lasciare che Harry metta in piedi una storia del genere. Logan si disconnette da Fancind. Toglie il volume e nasconde il cellulare nel cassetto del comodino. Esce dalla sua stanza col chiaro intento di non ritornarci e di stare alla larga dal suo mondo di fanfiction e fantasia. Le sue sorelle lo guardano confuse quando passa spedito per i corridoi; saluta sua madre con un cenno del capo e si precipita fuori casa prima di poter cambiare idea. Ha bisogno di staccare un attimo la spina.   ***   [17:59] Jake: Harry, allora? «Merda!» Harry salta giù dal divano e colpisce Caleb con un calcio. «Cal! Di sopra, subito!» «Ma che cavolo hai? Logan ha risposto?» «Sì, magari. No, è che Jake stamattina mi aveva chiesto se saremmo andati a casa di Josh.» Caleb si stiracchia. «E quando avevi intenzione di dirmelo?» «Mi ha scritto lui adesso, altrimenti chi se lo sarebbe ricordato.» «Che ore sono?» «Le sei.» «Ok, mangiamo, beviamo, torniamo. Mando un messaggio a mia mamma per dirle che faccio tardi. Tu vai a cambiarti, scrivi di nuovo a Logan e fai in fretta a usare il bagno.»   ***   Harry si volta di nuovo, alzando le braccia al cielo. «Ti ho chiesto scusa. Perché continui a rinfacciarmelo?» «Mi hai dato la colpa per una stronzata che hai scritto tu.» «Non era una stronzata.» «Ti stai masturbando pensando a me, per questo non mi rispondi, mmh?» Caleb dice, recitando lo stupido messaggio che Harry ha inviato a Logan. Harry abbassa gli occhi. «Almeno ho evitato di fare la figura del maniaco.» «Già, perché io invece ho tutto il diritto di farla.» «Tanto non mi ha risposto... E poi sa già che ho un amico che mi ruba il cellulare e che scrive cose strane.» «Sì, ok. Non riparliamone più.» Harry si sente seriamente in colpa, ma in un certo senso non avrebbe potuto fare altro. Ha inviato quel messaggio per stupire Logan, solo che poi se ne è pentito e ha usato Caleb come scusa. L'altro non ha comunque detto niente, ma se leggerà i nuovi messaggi saprà che non è stato Harry a scrivere simili porcate. Anche se, in effetti, l'ha fatto. Smette di pensarci quando arrivano davanti a casa di Josh. La musica è sparata a tutto volume e c'è gente che balla praticamente ovunque. Jake non aveva specificato che si trattava di una vera e propria festa: pensavano che fosse solo un piccolo party tra di loro, il solito gruppo di amici; Caleb non sembra comunque farci troppo caso, perché attraversa il salotto senza guardare in faccia nessuno e si ferma di fronte al tavolo del cibo e delle bevande. A lui piace divertirsi, anche se intende la cosa come scolarsi tanti bicchieri fino a non ricordare nemmeno il suo stesso nome. Harry invece ha perso tutto quell'interesse iniziale nei confronti delle prime feste liceali, e le ragazze hanno smesso con i tentativi di bloccarlo in un angolo appena lui ha rivelato pubblicamente di essere gay. Il tutto si risolve sempre a un pretesto per stare in compagnia, qualcosa di molto semplice e tranquillo, per quel che gli riguarda. Caleb afferra due bicchieri rossi dal tavolo. Si porta il suo alla bocca e porge l'altro a Harry, poi dice qualcosa senza riuscire a sovrastare la musica e si allontana. Josh, Nick e tutta gente già vista compaiono man mano per accogliere il ragazzo. Harry annusa la bevanda nel bicchiere; lo rimette al suo posto – perché all'interno c'è qualcosa di non meglio identificato – e va a cercare Jake. Lo trova grazie al ciuffo biondo ossigenato che brilla, letteralmente, sulla sua testa: è stravaccato su uno dei divanetti e sorride un sorriso sincero quando lo vede; lui è il tipico ragazzo bello che non deve sforzarsi molto per attirare l'attenzione della gente intorno a sé. «Harry! Come stai, amico?» Harry si lascia cadere al suo fianco. «Bene, dai.» Un ragazzo barcolla verso di loro, ride, poi cambia direzione e torna indietro. Harry rivolge un muto pensiero al cellulare nella tasca dei jeans, silenzioso, morto e intenzionato a farlo impazzire. «Lo sai che mi sembri un pochino distratto?» «Sono solo stanco, tutto qui.» Jake inclina la testa. «Mmh. E come mai?» «Non pensare male, Jay.» «Raccontami e non lo farò.» «Ha a che fare con Fancind.» Harry si guarda le mani, in imbarazzo. Anche Jake è suo amico, ma non è "comprensivo" come Caleb: a lui non piaccione tutte quelle cose che Harry invece ama e trova ovviamente insensato provare interesse per una persona che nemmeno si conosce realmente; non è un ragazzo che prenderebbe in giro il prossimo, o che si metterebbe a ridere alle sue spalle, ma non capisce. Ma, per tutta risposta, Jake sfila l'accendino dalla tasca dei pantaloni; prende la sigaretta che teneva incastrata dietro l'orecchio e l'accende con fare molto teatrale. Le persone stanno ballando sulle note di Talk Dirty. Jake si fa più vicino a Harry e, con un sorrisino, «Raccontami tutto» dice.
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