«Tyler mi ha detto che arrivano da Holmes Chapel.»
Logan assottiglia lo sguardo su Harry, girato di spalle mentre parla amichevolmente con Caleb e con uno dei suoi tanti cugini; sembra più a suo agio lui di quanto non lo sia il festeggiato.
«Sono amici suoi.»
Catherine beve un sorso di aranciata. «Non anche tuoi?»
«No.»
«In che senso?»
Logan spera in un fulmine che colpisca all'istante il centro dei suoi problemi. Ma, quando viene a patti col fatto che non succederà niente del genere, si alza dalla sedia e «Vado a bere qualcosa» dice, tra i denti.
Sua mamma non aggiunge altro; scuote la testa e lascia perdere il figlio.
Invece di andare in cucina, Logan devia per afferrare Tyler e trascinarlo in un angolo appartato lontano da orecchie indiscrete.
L'amico ha gli occhi lucidi e lo guarda con un po' troppa allegria nelle pupille. «Ciao, Lollo!»
«Risparmiami le tue belle parole.» Logan mette le mani sui fianchi. «Perché loro sono qui? Non mi hai ancora degnato della tua versione e quindi sono molto curioso.»
Tyler ridacchia e si appoggia al muro. «Vuoi quella “ufficiale” o quella che non può essere rivelata?»
«Stupiscimi.»
Tyler si stropiccia un occhio. «Hai bisogno di un ragazzo e penso che Harry sia perfetto per te. Lui è simpatico e bello, mentre tu noioso e brutto.» Scrolla la testa. «Oh, guarda! Pasticcini!» Supera Logan, rischiando di farlo cadere per terra.
Logan incespica un paio di volte prima di ritrovare l'equilibrio; segue con lo sguardo l'altro, che punta dritto verso il tavolo, e vorrebbe prenderlo a calci, ma si trattiene. Ignorando il proprio buonsenso, fissa un'ultima volta Harry: a questo punto, o si libera di lui o lo lascia entrare nella propria vita.
***
È quasi mezzanotte quando Caleb compare di fronte a Logan e lo studia con un sopracciglio sollevato. La cosa davvero sorprendente è vederlo completamente sobrio e pronto per guidare fino a casa. Logan non dice niente riguardo l’orario improponibile, perché prima se ne vanno e prima lui può tornare a ignorare tutto e tutti.
«Senti, buon compleanno, di nuovo. E—Mmh… Non sono molto bravo, in queste cose, ma scusa se siamo piombati qui all'improvviso senza invito.» Caleb sembra cercare le parole adatte. «Dovevi vedere Harry di persona almeno una volta, prima di tagliarlo fuori dalla tua vita.»
«Che cosa vorrebbe dire?»
«Che il mio migliore amico è cotto di te, ma si vergogna ad ammetterlo perché sei uno stronzo e perché tutta la situazione è abbastanza surreale.»
Logan si stringe nelle spalle. «In realtà me l'ha detto, su Fancind.»
«Ma tu non gli hai risposto.»
«No.»
«Sai, uno che non risponde o è un bastardo fatto e finito o sa di ricambiare in qualche modo, solo che non vuole ammetterlo» Caleb dice, tendendo poi una mano a Logan. «È stato un piacere conoscerti.»
«Sì, anche per me.» Logan ricambia velocemente la stretta.
Cerca di ignorare i suoi genitori e Jess, che lo stanno fissando incuriositi, e continua a mantenere con determinazione un atteggiamento composto ed educato, che sa lo aiuterà a sopravvivere.
Poi Harry compare con gli occhi lucidi e le guance rosse.
Fa che finisca in fretta, fa che finisca in fretta.
«Noi, uh, dobbiamo andare.»
«Sì, ok.»
Harry tossisce nel pugno. «Quando… Insomma, spero che il mio regalo ti piaccia. Io… Aprilo, va bene? Sempre se vuoi.»
Logan cerca di non sorridere del suo imbarazzo. «D'accordo.»
«È stato… Conoscerti di persona è stato bello.» Un ciuffo riccio gli cade di fronte agli occhi. «Ora muoviti ad aggiornare le tue storie.»
«Lo farò senz'altro.»
Stupido, stupido, stupido.
Harry abbassa di nuovo la testa. «Ok... Beh, noi andiamo. Buon compleanno, Logan.»
«Grazie, Harry.»
Logan finge di non vedere Tyler, appoggiato alla porta d'ingresso, che sbatte falsamente la testa contro il muro. È ubriaco, ma comunque irritante. Finge anche di non vedere lo sguardo che Caleb gli rivolge, pieno di quello che sembra tanto odio, quando si allontana seguendo Harry fuori casa. Tyler si limita a salutarlo con un cenno della mano e a fargli un gesto poco rassicurante. Un po' lo irrita vedere il suo amico andare via con Harry e Caleb, invece di rimanere da lui; ma, in effetti, i ragazzi hanno dormito a casa sua e a quanto pare sembrano avercela tutti con lui.
Logan li segue, in silenzio, fermandosi sulla porta e guardandoli allontanarsi nel buio; chiude l’uscio e si impone di affogare subito tutti i suoi pensieri, le sue paranoie e qualsiasi vocetta fastidiosa che gli consiglia azioni non contemplabili.
Il suo cellulare vibra nella tasca dei jeans.
La sola idea di leggere il messaggio ricevuto lo terrorizza.
[23:56] Tyler: Muoviti a lasciare il tuo fottuto numero di telefono a Harry, prima che qualcun altro te lo porti via e tu rimanga a darti del coglione per aver perso un'occasione del genere.
[23:56] Tyler: P.s. Sono Caleb.