CAPITOLO DUE

251 Words
CAPITOLO DUE Alto in aria al di sopra dell’isola solitaria volava un drago, un piccolo drago non ancora cresciuto del tutto. Il suo grido acuto squarciava l’aria lasciando già presagire ciò che sarebbe diventato un giorno. Volava trionfante, le piccole scaglie pulsanti, crescendo a ogni istante, con le ali che sbattevano e con gli artigli che tenevano stretta la cosa più preziosa che aveva avuto nella sua vita. Il drago abbassò lo sguardo sentendo il calore tra gli artigli e controllando la sua preziosa conquista. Udì il pianto e lo sentì dimenarsi, rassicurato che il bambino fosse ancora lì, intatto. Guwayne, aveva gridato quell’uomo. Il drago poteva ancora sentire le grida riecheggiare dalla montagna mentre volava in alto. Era felice di aver salvato il bambino in tempo, prima che quegli uomini potessero pugnalarlo. Aveva strappato Guwayne dalle loro mani senza perdere un solo istante. Aveva portato perfettamente a termine ciò che gli era stato ordinato. Il drago volò sempre più in alto al di sopra dell’isola, tra le nuvole già sparito alla vista degli uomini sotto di lui. Passò sopra l’isola, sopra i vulcani e le catene montuose, attraverso la nebbia, sempre più lontano. Presto si ritrovò a volare sopra il mare aperto, lasciandosi la piccola isola alle spalle. Di fronte a lui si apriva la vasta distesa di mare e cielo, niente a spezzarne la monotonia per milioni di chilometri. Il drago sapeva bene dove stava andando. C’era un posto dove doveva portare quel bambino, quel bambino che già amava oltre misura. Un posto molto speciale.
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