Sto steso sul letto e penso e ripenso a ciò che è successo questa mattina a scuola, in un certo senso mi sentivo in colpa per il modo in cui l'avevo trattata, ma per gli altri sembrava tutto facile. E invece non lo era per niente, se avesse passato lei ciò che ho passato io sarebbero stati tutti pronti a consolarla e capirla anziché giudicarla, come hanno fatto con me. Mia sorella accanto a me gioca con il telefono concentrata, finché la sua espressione non mi incuriosisce. Mi avvicino maggiormente a lei, ma gira il telefono come se non volesse farmi vedere. "Che è successo? Ora perché piangi?" le domando notando i suoi occhi lucidi, confuso da tutto questo. "Promettimi di non reagire male" mi dice distogliendo lo sguardo dai miei occhi. Annuisco semplicemente non capendo cosa aspettarm

