Per ricordarmi che lui non era stato un sogno. Che era reale. Per ricordarmi lo sguardo che aveva negli occhi mentre mi guardava come se fossi la cosa più preziosa dell’universo. Per ricordarmi il suo corpo caldo e solido. Le sue mani gentili, specie rispetto alla sua spietatezza sul campo di battaglia. E, d’improvviso, passare un’altra notte con lui mi sembrò l’errore più grande che avessi fatto in tutta la mia vita. Come potevo andarmene e basta? Io lo amavo. Era così. Era tutto quello che avevo sempre desiderato in un compagno. Forte. Onorevole. Amorevole. Dominante. Un maniaco sessuale, ma assolutamente fedele. Abbandonare tutto questo sarebbe stato come strapparmi il cuore dal petto e calpestarlo sotto lo stivale. Si sporse in avanti e fu allora che vidi l’altro paio di bracciali, q

