E allora Ciccillo raddoppiò le sue cure e non lo perdette più d’occhio un minuto. E il malato lo guardava, lo guardava, e muoveva ancora le labbra, tratto tratto, con un grande sforzo, come se volesse dir qualche cosa, e un’espressione di dolcezza straordinaria passava a quando a quando nei suoi occhi, che sempre più si rimpicciolivano e s’andavano velando. E quella notte il ragazzo lo vegliò fin che vide biancheggiare alle finestre il primo barlume di giorno e comparire la suora. La suora s’avvicinò al letto, diede un’occhiata al malato e andò via a rapidi passi. Pochi momenti dopo ricomparve il medico assistente con un infermiere, che portava una lanterna. - È all’ultimo momento, - disse il medico. Il ragazzo afferrò la mano del malato. Questi aprì gli occhi, lo fissò, e li richiuse.

