Dal basso Elias e zia Annedda vedevano i cavalli e i cavalieri spingersi, aggrapparsi, entrar compatti per il portone spalancato, tra un nugolo di polvere. Gli uomini perdevano le berrette, le donne i fazzoletti; alcune tenevano i capelli sparsi, scioltisi nel moto affannoso del cavalcare. Una campana stridula suonava dall‘alto, e i suoi piccoli rintocchi di gioia si spezzavano, si smarrivano in quell‘immensità di cielo azzurro e di paesaggio verde. Elias e zia Annedda entrarono ultimi. Nel cortile invaso d‘erbe selvaggie, pieno di sole cocente, era un affannarsi d‘uomini e di donne, una confusione di bestie stanche e sudate. Qualche bimbo strillava, qualche cane abbaiava. Le rondini passavano stridendo sopra il cortile, quasi spaurite nel vedere quella grande solitudine di montagna così

