Uno schianto fragoroso risuonò per la stanza mentre Sloane colpiva il pavimento insieme alla teca alta tre metri. Tutte le spade di legno e bastoni di bambù che conteneva gli caddero addosso, rumoreggiando attorno a lui. Quando l’agente Daley lo aveva colpito, l’istinto di Sloane era stato quello di aggrapparsi a lui nella speranza di riacquistare l’equilibrio ma, al contrario, il dimenarsi dell’umano li aveva fatti ribaltare. Con un lamento, Sloane rotolò su un fianco e sbatté la testa contro quella di qualcun altro. «Brutto coglione!» gridò all’idiota di fianco a lui sul pavimento, strofinandosi la fronte. «Ma che cazzo fai?» Gli occhi dell’uomo si spalancarono, e per un secondo Sloane rimase senza parole. Erano gli occhi più azzurri che avesse mai visto, in netto contrasto con la pell

