Presentazione dell’opera

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Presentazione dell’operaLa collana Aurora si propone di recuperare classici ormai dimenticati e introvabili della letteratura italiana e internazionale, con un breve apparato critico di approfondimento. La fama di Gustav Meyrink è legata indissolubilmente a Il Golem, opera del 1915 che, oltre a fargli conoscere un rapido successo, riportò in auge una leggenda – quella del Golem, appunto – proveniente dalla tradizione ebraica e che da allora è stat riutilizzata e citata in più e più salse dagli autori e nei generi più disparati. Oltre a Il Golem la produzione di romanzi e racconti di Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer, non è stata vastissima ma sempre improntata a un’attenzione sempre più marcata verso l’occulto e l’esoterismo. E se è Il Golem a essere a tutt’oggi il romanzo di maggior successo di Meyrink, ciò è dovuto anche al fatto che sia quello in cui l’elemento esoterico è forse meno marcato – se non altro rispetto alle opere successive – e quindi il libro è più adatto al pubblico più vasto. Ne La notte di Valpurga, scritto solo due anni dopo, questi elementi sono più marcati e diventano evidenti nella seconda parte e nel finale, in cui il simbolismo diventa predominante assieme alle atmosfere più oniriche e allegoriche. Questo si collega anche al contesto in cui è stata scritta l’opera: siamo alla fine della Prima Guerra Mondiale, e al dissolvimento dell’impero Austro-Ungarico, e l’incubo che attanaglia i personaggi di questo romanzo può essere facilmente visto come una metafora della fine di un’epoca. Non è un caso se l’incidente scatenante vede lo sconvolgimento delle vite di persone dell’alta società: una contessa, il medico di corte… E a sconvolgerli è un uomo del popolo, un attore, Zrcadlo (tipico caso di nome parlante, vuol dire “specchio”). E Zrcadlo è visto al tempo stesso un esponente della “classe bassa” e degli “inferi”, a ben testimoniare la doppia chiave di lettura di questo romanzo che non può essere definito horror, che si inserisce nel filone gotico ma con molti elementi di originalità e che, a pieno diritto, può figurare fra le opere più importanti della sua epoca. Rispetto alle altre opere di Meyrink, La notte di Valpurga è stata piuttosto maltrattata nel nostro Paese. Pubblicata per la prima volta solo nel 1944, con traduzione di Julius Evola, è per anni scomparsa dai cataloghi per poi tornare in due diverse edizioni che però riprendevano senza cambiamenti (e senza citarla) la versione evoliana, ormai obsoleta, o comunque non rendevano al meglio l’opera originale. Per la presente edizione abbiamo tenuto presente la traduzione di Evola per quanto riguarda le atmosfere e alcune scelte lessicali (come quella di mantenere in originale alcune frasi idiomatiche) ma revisionando o ritraducendo ex-novo quelle parti che, per invecchiamento o veri e propri errori, non rispondevano più al gusto corrente.
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