7 - Theodora

1364 Words
Lei assenti seguendomi al divano. Come funzionava in quel caso? Dovevo offrire qualcosa alla mia ospite. Cercai sul tavolino un campanello o qualsiasi cosa con cui chiamare la servitù. Ma fui fermata da lady Sapphire che mi prese la mano. La guardai stupita. “Lascia! Così nessuno ci darà fastidio.” Mi disse. Come avrei tenuto una conversazione impersonale se non voleva essere disturbata? “Neanche un té?” Le chiesi. Lei scosse la testa. “Perché lo fai?” Mi chiese. “Io ti ringrazio per essere venuta incontro ai miei figli, ma fidati se fossero finiti nel circolo vizioso del granducato e delle regole sarei subito intervenuta. Tuo padre non voleva che i gemelli venissero usati per scopo diplomatico e anche per te la pensava così.” Mi disse. “Io…” balbettai. “Secondo te perché tuo padre ha chiesto che venissi cresciuta da tua madre?” Mi chiese. “Papà chiese questo?” Sussurrai. Lei assentì. “Ovvio, per questo sei cresciuta con tua madre.” Mi rispose. “Tua madre non ti ha aiutata con i preparativi, anche solo scegliere il vestito?” Mi chiese allarmata. Io ero sconvolta. Senza rendermene conto avvertii una lacrima scendere sulla guancia. “Mia madre non c’è più…” sussurrai. Lei si avvicinò di più a me. “Non è possibile.” Mi disse. Ma scossi la testa per scacciare via tutta la tristezza che mi stava provando. “È morta di crepacuore appena ha scoperto della morte di papà.” Le rivelai. Lei mi guardò sbigottita. Sconvolta tanto quanto me. Non potevo crederci, quindi era vero. Papà aveva fatto di tutto per farci tornare da mamma. Ma lei non era riuscita a sopportare di vivere una vita senza di lui, era morta perché il suo amore l’aveva lasciata per sempre. Sentii un calore immenso avvolgermi e non compresi fino a quando la voce soave di Lady Sapphire non mi entrò nel cuore e nell’anima. “Mi dispiace tesoro. Se lo avessi saputo non vi avrei mai lasciato soli te ed Heinrich. Non è giusto! Non è mai stato giusto.” Mi sussurrò avvolgendomi nel calore del suo abbraccio. “Mi dispiace esserci solo adesso, ma sono qui per te.” Era quello il calore di una mamma? Mi chiesi lasciandomi andare al pianto senza pensarci. Cosa mi succedeva? Io sempre cosi fredda e distaccata sembravo essermi sciolta appena ella mi aveva sfiorato. La sua carezza lungo la schiena e l’abbraccio che non mi abbandonava mi consentirono di piangere e tirare fuori ciò che non pensavo avessi ancora dentro. Tutta l’amarezza di aver vissuto senza i miei genitori. Il tempo con loro era stato troppo poco, mi avevano lasciato tanto amore. Quello dei miei zii e dei loro amici. Ma tutto non era servito a riempire il vuoto lasciato da loro? Quell’abbraccio era lì a cercare di riempirlo. Sembrava che potesse farlo, era bastato poco. Quando mi calmai , lady Sapphire, mi lasciò andare. Fu così amorevole che non riuscii a negarle che mi asciugasse il viso dalle lacrime. Un moto di commozione mi risalì dentro. Ma cercai di ignorarlo per non riprendere a piangere. “Mi scusi.” Le dissi cercando di ricompormi. “Non chiedermi scusa quando sono stata io a sbagliare. Avrei dovuto accertarmi che stessi bene.” Mi disse. “Sapevo della morte di tua madre, tuttavia pensavo che fosse stata molto più tardi di Stephan, si sposò un anno prima della scomparsa di tuo papà.” Mi rivelò. “Se avessi solo immaginato che eravate soli, avrei preso te e tuo fratello con me, lasciandovi crescere con i miei tre gemelli quando non potevo seguirvi.” Mi disse. “Per via di vostro marito.” Sussurrai. Lei annuì. “Sai di lui?” Assentii. “Sentivo sempre Uriel che ne parlava con Rich e Gabriel. Poi papà mi ha accennato la cosa nella sua lettera di addio.” “Comprendo.” Mi disse triste. “Mi dispiace tanto che Acqua non sia riuscita a crescervi.” “Acqua?” Chiesi sorpresa. “Tuo padre la chiamava Mari, ma io l’ho conosciuta come Aquamarin.” Mi rivelò dolcemente. “Non può essere.” Affermai. Mamma si chiamava Marina. Marina Rossi. “Non siete arrabbiata con mia madre?” Le chiesi stupita. Lei ancora scosse la testa. “Quando ci siamo conosciute a quindici, io, e sedici anni lei, si presentò come Aquamarin. Solo quando mi trovai a vederti nella Cenerentola portata in teatro dal Santa Maria compresi che eri sua figlia. La forma del corpo, l’eleganza dei movimenti e la presenza scenica . Tutto mi ricordavano tua madre a sedici anni.” Mi rivelò. “Anche adesso, se ti guardo rivedo lei.” “Eravate amiche?” Le chiesi stupita. Aveva conosciuto mia madre. Possibile che avessi la possibilità di conoscerla attraverso lei? Lady Sapphire assentì. “Stephan mi aveva detto che Mari era una ballerina. Ma non avevo capito che fosse anche l’amica della mia adolescenza, il suo grande amore, se non troppo tardi.” Mi disse. “Ho chiesto io di inserirti nella compagnia di ballo l’angelo della danza. Poi Janine mi confermò che c’entravi di diritto, avendo tu ereditato la compagnia da Acqua. Fu così che scoprii della sua morte.” Ero basita. Eppure di fronte a me si palesava una verità che non mi aspettavo esistesse. “Perché amiche solo per l’adolescenza? Perché non avete continuato a vedervi e essere amiche?” Le chiesi stringendomi tra le mie braccia. “Ci siamo perse. Per colpa mia lo ammetto.” Mi disse. Sorpresa assentii. Probabilmente non le era andato giù che mia madre frequentasse il suo amato Thomas Keller. “Sono stata invadente.” Ammisi. “Assolutamente.” Mi rispose con un sorriso prendendo la campanella poggiata sul tavolino rotondo accanto al divano. Ecco dove era stata messa. Pensai mentre la suonava. “Se hai tempo prendiamo un té e ti racconto tutto.” Disse serena. “Erano bei tempi e come nella tua adolescenza, anche nella nostra non c’erano traumi, solo una grande voglia di rivalsa e successi.” Sorrisi. “Non piangerò quindi?” Le chiesi. “No! Mi dispiace deluderti.” Mi disse strizzandomi l’occhio complice. Guardò la dama che mi era stata assegnata raggiungerci e si mise composta mentre le chiedevo di portarci dell’acqua e del té. Mentre attendemmo lady Sapphire mi fissò. “A che età hai dato il tuo primo bacio?” Mi chiese. “Avevo quindici anni.” Arrossi. “È stato Raziel.” Le rivelai in imbarazzo. “Quindici giorni poi decidemmo che non era cosa per noi.” Lei rise. “Cosa non andava? A parte che eravate solo ragazzini?” “ Ci eravamo messi insieme perché lui stava sempre dietro Chamael che giocava con Giaele. Ovviamente mi occupavo di mia cugina come una chioccia che rimarginava tutti i suoi guai. Venne da sé che ci mettessimo insieme. All’epoca io ero molto pretenziosa, volevo tutto o niente così ci lasciammo.” “Comprendo.” Mi disse. “Ebbene io ebbi il mio primo bacio poco prima di conoscere tua madre. Me lo diede proprio tuo padre, mi invitò al ballo di fine anno dei diplomanti, quella sera prima di dirci addio mi diede il primo bacio.” Raccontò. “Avevo quasi quindici anni, ammetto che lo dimenticai subito. Soprattutto perché quell’estate ero già concentrata sulla realizzazione del mio sogno.” Mi confessò mentre la domestica entrò con un cameriere e un cartello con molte leccornie. “Lasciate pure tutto qui. Ci penso io a servire la viscontessa.” Dissi ringraziando tutti e congedandoli. Quando fummo sole fissai la madre dei miei fratelli prendendo i piatti con i sandwich e i biscotti. “Sono pronta.” Le dissi. “Perfetto.” Mi disse riempiendo due bicchieri di acqua per metterli poi sul tavolino e sedersi. “Preparati, perché torniamo indietro di trentaquattro anni, non esisteva ancora la Sapphire composta che vedi qui e tua madre invece era al contrario incline a seguire le regole.” Mi anticipò. Mi sedetti emozionata sorseggiando un po’ d’acqua. Avrei conosciuto mia madre un po’ di più. “Sono pronta.” Le dissi.
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