La cerimonia procedette senza intoppi, nonostante fossi nervosa.
Perché mi era capitato un uomo così bello a fianco? Perché non assomigliava a suo fratello Lorenzo? Ovvio era bello Lorenzo, ma non aveva avuto su di me particolare attenzione. Nella loro bellezza i principi, Lorenzo, Leonardo, Giovanni e Alessandro, mi erano stati tutti indifferenti.
Perché l’uomo due stava sposando era diverso? La sua non era solo bellezza, percepiva del fascino innato, forse nello sguardo fiero e deciso. Forse perché nonostante fosse un matrimonio combinato, era da subito stato corretto con lei avvertendola del motivo del ritardo, forse perché… ciò che l’aveva trascinata verso di lui era stata semplicemente attrazione. Ne ebbe la prova quando il celebrante chiuse la cerimonia.
“Puoi baciare la sposa.” Disse.
Mi voltai verso di lui e aspettandomi un bacio casto, sollevai lievemente il viso. Stefano si chinò su di me sfiorandomi le labbra ed ebbi conferma di ciò che avevo percepito. Attrazione. Un brivido di puro piacere mi pervase quando ci sfiorammo e continuò quando mi strinse a sé, una mano sulla schiena mi attirò di più nelle sue braccia, il bacio si fece invadente e non riuscii a rifiutarmi. La sua bocca e la sua lingua mi fecero impazzire di desiderio, desiderio di possessione ma anche di scoprire cosa si celava dietro quell’uomo tutto d’un pezzo. Passione!
Questo non era implicato nel nostro contratto! Non andava bene.
“Signore e signori vi presento il principe e la principessa del Kleinsten.” Annunciò il celebrante liberandomi dal turbinio di quelle emozioni.
Steven mi lasciò andare, aprii gli occhi incontrando i suoi azzurri e imperscrutabili. Cosa stava pensando?
Gli presi la mano e voltandoci insieme feci un inchino ai nostri ospiti che applaudivano. Ero ufficialmente sua moglie.
Avvertivo che sarebbe stato un disastro, quell’uomo aveva un forte ascendente sul mio corpo e non andava bene.
A cerimonia tra un saluto e l’altro ai principi del Kleinsten lo avvertii di mia nonna Mette, dal momento che era arrivato solo la notte prima non avevo avuto modo di informarlo che la nonna non sapeva del matrimonio combinato. .
“Nonna non sa che è un matrimonio combinato. Le ho accennato un fidanzato lo scorso autunno, quando ancora non era neanche previsto il nostro matrimonio.”
Gli rivelai.
“Posso chiederti come ci siamo conosciuti?” Mi chiese giustamente.
“Le ho detto che ci siamo conosciuti dopo una mia rappresentazione. Che ‘lui’ affascinato dalla mia danza aveva iniziato a corteggiarmi facendomi trovare ogni sera dei fiori nel mio camerino. All’ultima rappresentazione si è presentato invitandomi a conoscerci.” Gli raccontai, era la storia più verosimile che avevo potuto dire, anche perché era una mezza bugia. Eleonora ed Heinrich mi facevano sempre trovare dei fiori a tutte le mie prime.
“Se ti esibisci a Londra può andare.” Mi informò lui.
“Ho una casa a Durahm .” Dissi ricordandogli che avremo vissuto lì all’occorrenza come da contratto. “Ma lavoro e mi esibisco a Londra. Fa spesso viaggi a Londra?” Chiesi.
“Dovresti darmi del tu se ci conosciamo da quasi un anno.” Precisò lui. “Comunque per rispondere alla tua domanda, lavoro alla banca centrale di Londra e sto laureandomi in legge alla Imperial London University. Seguo qualche balletto, quindi la tua tesi va bene.” Mi disse raccontandomi di sé in poche parole.
“Perfetto. Non ho raccontato altro alla nonna, solo di essere rimasta talmente affascinata da aver accettato di sposarla….” Dissi anche se il suo sguardo ammonitore mi intimorì. “Sposarti.” Mi corressi.
Sospirò. “Non pensare a me come al principe del Kleinsten. Ma come a Steven, l’uomo che ti ha corteggiato a Londra.”
“Ci proverò.” Dissi raggiungendo un salottino dove erano nonna Mette con la gemella e il granduca del Lussemburgo.
“Nonna! Zii…” dissi non chiamando volutamente il granduca nonno
“Theodora.” Sussurrò l’anziano granduca. “Congratulazioni a entrambi per il vostro matrimonio.”
Io e Steven ci inchinammo e mio marito ringraziò come da etichetta. “Grazie a voi per avermi concesso in moglie Theodora.”
“Mi raccomando.” Intervenne la nonna alzandosi e prendendogli la mano nella sua tremante. “Abbi cura della mia amata Theodora. Lei ed Heinrich meritano tutto il bene del mondo.” Gli disse stringendogli il braccio. Nonostante fosse impossibilitata dal Parkinson, la nonna aveva ancora dentro di sé tanta forza e i suoi occhi verdi brillavano di vita.
“Ho giurato a Dio di amarla e onorarla ed è ciò che farò.” Disse alla donna facendomi tremare a quelle parole. Sembrava ci credesse.
Nonna gli sorrise prendendo la mia mano, si strinse a noi. “Io vi benedico.” Mi commossi! La mia nonna adorata, la donna che mi aveva fatto da nonna, madre e padre. Ero contenta di averla resa felice.
“Vi auguriamo il meglio Steven. Anche io e mia moglie Louise confidiamo in te.” disse il granduca con sguardo allusivo.
Compresi in quel momento che i nonni ancora non si erano rassegnati al fatto che il mio matrimonio fosse solo un contratto.
“Voglio farti conoscere mia zia Helena.” Dissi per allontanare Steven dai nonni. Non volevo si andasse avanti.
Lui fortunatamente acconsentì salutando i nonni e lasciandosi trascinare per la sala.
Finimmo i convenevoli con l’inizio delle danze.
Finalmente ero nel mio mondo. .
Aprimmo io e Steven le danze sulle note del Danubio blu, dopodiché ci scambiammo. Ballai con Heinrich, col nonno, con lo zio Pierre e lo zio Jean, poi con il principe Philip. Fu un susseguirsi di compagni di ballo, ero rilassata, almeno finché non vidi Steven ballare con una ragazza di colore.
Doveva essere la principessa africana che si era portato dietro. Il suo comportamento ineccepibile fino a quel momento era stato rovinato da quel ballo.
Ero urtata. Non riuscivo neanche a concentrarmi sulla musica, il mio corpo si muoveva da solo nei passi di danza.
“Va tutto bene Thea?” Mi chiese Thomas Uriel.
Lo fissai in quei suoi occhi azzurri e preoccupati. Sospirai. “Penso di essere stanca.” Dissi. “La giornata è stata lunga e ancora non è finita.”
Lui mi sorrise. “Hai ragione e so come ci si sente. Mi sono sposato in questo palazzo anche io.” Mi rincuorò.
“Sembrano tutti molto alla mano.” Ammisi esternando le mie impressioni.
“Lo sono! Fortunatamente il regno non si è fermato al retrogrado punto di vista della nobiltà. È andato avanti ed è di larghe vedute.” Mi disse.
“Ne ho piacere, la principessa Beatrice è molto disponibile e tua madre mi è stata molto vicina in questi giorni.” Rivelai.
“Mamma sa che sei sola. Non le ho detto che sei la figlia di Stephan e Marina!” Mi disse confermando i miei sospetti. Uriel sapeva. “Ma lei lo stesso ha sentito di doverti essere accanto, non ti lasceremo mai.” Mi disse
“Grazie Uriel.” Sussurrai. “Per me è molto importante la vostra presenza qui oggi…”
“Mi piacerebbe riprendermi mia moglie.” Sentii dire.
“Con molto piacere.” Disse Thomas sorridendomi. “Grazie per il ballo che mi hai concesso.”
Così dicendo con una giravolta, io e la mia amica cambiammo i partner.
Nel momento stesso in cui incrociai gli occhi azzurri di Steven ricordai però la principessa africana. Di nuovo percepii tensione.
“Tutto bene?” Mi chiese.
“È la ragazza che ha ballato con te?” Risposi con una domanda.
Sospirò. “Ho intercesso per la libertà della sua tribù dalla dittatura dello Stato. Il padre ha insistito a ‘darmela’ in dono come ringraziamento.” Mi spiegò pragmatico.
Il padre l’aveva data in dono? Era uno scherzo? “Ti ha dato sua figlia?” Gli chiesi sconvolta.
“Già. Le ho detto di godersi la propria libertà, ma non vuole sentir ragione.” Spiegò ancora.
“Per l’amore del cielo! Ti pregherei di non ballare più con lei e spero she non sia vicino al nostro tavolo.” Gli dissi cercando di non fargli percepire la delusione nello scoprire che avevano dato via quella ragazza come un oggetto.
“Sarà al tavolo con Lorenzo. Spero che riesca a gestirla. Domani partiremo per Nairobi e riporteremo Imali nel suo paese.”.
“Potevi non portartela dietro.” Gli risposi cinica.
“Non mi avrebbero fatto lasciare il Kenya.. Credi che mi faccia piacere essere arrivato poche ore prima del nostro matrimonio?” Mi chiese.