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La mattina seguente mi sono ritrovata con due occhiaie enormi sotto agli occhi, inutile dire che non sono riuscita a prendere sonno. Ho passato le ultime due ore a vomitare persino l'anima, e se ripenso a loro due avvinghiati, mi ritornano i conati. Non so neanche come sia riuscita ad arrivare fin qui, a scuola. Mi sento debole e nonostante abbia preso un antidolorifico, ho un mal di testa atroce. Seduta sul muretto del cortile, davanti all'entrata principale, mi tengo il viso fra le mani e respiro profondamente. All'improvviso sento qualcuno toccarmi le spalle che mi fa sussultare per lo spavento. Mi volto con ancora gli occhi sgranati e ci metto qualche secondo prima di capire chi abbia di fronte. "Trenton?" Chiedo sorpresa, ma anche confusa. Ieri notte era abbastanza buio, mi ricord

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