Le mie gambe si muovono svelte. Corro con tutta la mia velocità verso quello spiraglio di luce, la mia unica speranza. Corro per svariati metri che a me sembrano infiniti. Sento la sua voce chiamarmi, le sue grida sono disperate. Quando mi sembra di esserci quasi arrivata, qualcosa mi scaraventa a terra procurandomi un'immenso dolore. Sofferente mi alzo sui gomiti e stringo i denti. "Non lasciarmi" gli dico, mentre mi alzo sui miei piedi. Attorno a me sento delle risate, risate che mi suonano tremendamente famigliari. Sono le risate di chi ha sempre pensato che non ce l'avrei fatta, di chi è sempre rimasto a guardare, ad aspettare che fallissi. Spingo con forza quella superficie che ci separa, ma sembra così forte. Così indistruttibile. Le risate si fanno ancora più forti, adesso se

