Fabio barcollò come colpito al petto: il conte divenne livido. - Non badarle, Martino: - disse con la solita dolcezza - ella non sa quel che dice. La contessa chinò la testa sul petto, e socchiuse gli occhi. Un'ombra passò sul volto di Livio, poi i suoi occhi si inumidirono e fuggì quasi correndo nelle sue stanze. Fabio lo seguì. Il conte si era gettato su di una poltrona. - L'hai veduta? L'hai sentita? E credi che io possa resistere a lungo a tale supplizio? La fisonomia di Fabio si era fatta grave. - Permettete, conte, che io vi dia un consiglio? Ebbene: dovreste vedere vostra moglie il meno che sia possibile, recarvi a Torino, distrarvi, o non presentarvi a lei se ella non vi fa chiamare. Vedrete che a poco a poco essa guarirà e tornerà ad amarvi. Il conte ebbe un sorriso amaro

