«Gestiamo le cose come ci pare. L’hai appena detto, Roger» replicai con tono di avvertimento. «Se decideremo di usarla in un altro dei nostri locali non ti chiederemo il permesso.» Lui annuì, ma una vena sulla fronte gli si ingrossò per la rabbia repressa. Questa cosa non gli piaceva. Bene, eravamo in due. Lo oltrepassai e spinsi la porta, aprendola con il gomito, poi mi diressi al bancone. Leona era impegnata a chiacchierare con due clienti e rideva per qualcosa che avevano detto. Stefano sedeva all’altro capo del bar, guardandola come un falco. I suoi capelli castani erano pettinati all’indietro in maniera impeccabile. Avrei scommesso che il coglione avesse trascorso ore davanti allo specchio. Leona intanto continuava a chiacchierare con gli uomini più anziani, determinata a ignorare S

