48 M’incammino verso piazzale Roma. Per le calli incrocio scozzesi ubriachi, latino-americane che mi lanciano occhiate trasgressive, buttafuori di colore che non mi degnano d’uno sguardo. Ho lasciato a casa le Chesterfield e pure l’accendino. Chiedo una sigaretta a un giovane che fuma per strada. Per tutta risposta mi manda a fare in culo. Compilo mentalmente l’inventario: con me ho cellulare, portafogli, chiavi della macchina. Poca carica, nel primo. Dieci euro, nel secondo. Bancomat con dentro quattromila euro e rotti. Carta d’identità. Un paio di manette. Tesserino di riconoscimento della Polizia. Patente. Tessera sanitaria. Tessera AVIS. Potrei andare a donare il sangue, penso. Sono quasi digiuno. Peccato che io sia fuori orario… Non mi viene da ridere. Riprovo: oppure deviare

