3.De Vincenzi sollevò il capo dalle carte che aveva dinanzi e chiamò: “Sani!” “Vengo,” rispose il vice-commissario e subito si sentí il rumore della seggiola smossa. Il commissario aveva ripreso la lettura d’un foglio protocollo, scritto a mano, con una scrittura chiara e posata, da saggio calligrafico per le elementari. Il foglio conteneva una lunga lista di nomi. Cominciò a scorrerli e poi s’interruppe per prendere un foglio piú piccolo scritto a macchina. Una lettera senza firma, che rilesse lentamente. Sani si teneva dritto davanti alla scrivania del suo superiore aspettando. Il grande paralume verde della lampada da tavolo – l’unica accesa nella stanza del Capo della Squadra Mobile – proiettava tutta la sua luce a circolo sulle carte e il vice-commissario rimaneva in ombra. “Ah!”

