3.
Sei così bella che spesso
vorresti morire.
Ci sono sempre stati dei momenti in cui restavo per le mie. Momenti in cui il silenzio non regnava solo dentro di me, ma anche al di fuori. Mi lascio circondare e questo mi rilassa. Riesco a concentrarmi su delle voci che sembravano essere nella mia testa, quasi volessero far rumore, incapaci di sopportare quel silenzio che cercava di scacciarle via. Ogni paura, ha paura di un silenzio usato come arma contro essa. Una paura resa vulnerabile da delle parole, o rumori, che non archeggiano intorno a lei.
Anche le paure sono come noi umani; indifese contro le armi per scacciarle via..
Io e la signora Frazzi avevamo finito di cenare da 10 minuti, e dopo aver sistemato la spazzatura nella busta, decisi di andarla a buttare, e poi ritirarmi in camera mia. Sospirai mentre pensavo a cosa stessero facendo i miei adesso che io ero andata via da casa. Spesso credevo che si aggrappassero a me per non crollare loro. Mio padre non aveva preso bene la mia partenza, quando andammo in aeroporto non mi degnò di uno sguardo, non scese dall' auto per salutarmi, mentre mia madre mi lasciò andare con un solo abbraccio, voltandomi le spalle e andando via. Non mi avevano chiamata in queste due settimane per accettarsi se stessi bene, nessun messaggio, e da questo capii che l'amore famigliare ti viene dato solo in quei momenti in cui devi crescere, perché sei piccolo ed incapace di affrontare le cose, ma, una volta arrivata l'adolescenza, tutto inizia a prendere una forma diversa: sei solo un figlio e basta!
Gettai la busta nell' indifferenziata e guardai il cellulare mentre tornavo verso l'ingresso del b&b.
Aprì la chat di w******p e trovai un messaggio da Matteo:
- Che dici se ci vediamo questa sera?
Ti offro una coca - cola.
Niente alcol, promesso.
Sorrisi.
Avevo conosciuto Matteo lo stesso giorno che ero arrivata qui, in aeroporto. Si era subito mostrato simpatico, aiutandomi, persino, con le valigie. Da lì avevamo iniziato a parlare, e vederci due volte.
La prima era andata in modo tranquillo; mi aveva portata a fare un giro al parco. Mi aveva parlato un po' di se, confessandomi di essere uno di buona famiglia, ma, che, lui di buono avesse solo la lingua. Quando lo disse il mio viso assunse un'espressione mista al ' non pensare male, non intendeva quello ', e al: ' scusami?'
Lui lo capii subito, iniziando a ridere per la faccia che avevo fatto in quel momento:
" Non è quello che intendevo! " Rideva di gusto, mentre io mi stavo imbarazzando sempre di più!"
" Non stavo affatto pensando male, Matteo! " Risposi io, sulla difensiva, e piena di vergogna per aver capito un doppio senso inesistente, col primo ragazzo conosciuto nella nuova città!
Ero fantastica, no?
No.
Invece, la seconda uscita fu diversa. Ci incontrammo dopo due sere, venne a prendermi al b&b, portandomi a mangiare una pizza, e poi qualche giro in qualche bar aperto in zona. Era bello passare la serata in sua compagnia, era un ragazzo molto socievole, anche se, dal suo modo di porsi, sembrava dare l'impressione del contrario. Mi piaceva.
Ma avevo paura di fidarmi, e questo un po' mi frenava. Quando lo vedevo avvicinarsi, automaticamente, scattavo per spostarmi. Non mi piaceva quando qualcuno si avvicinava più dei limiti che, io stessa, davo.
Al secondo appuntamento mi lasciai andare con le birre, e la serata proseguì bene. Al ritorno a casa, si era, poi, lasciato andare lui, iniziando a baciarmi, e con le mani a sfiorare la mia pelle sotto la maglia. Inizialmente mi piacque, quasi mi stavo per convincere di lasciarmi andare; tanto che male ci sarebbe stato?
" No.. Matteo.. Aspetta.. " Mormorai io, con le mani ancora sul suo viso, mentre mordevo le labbra. Lo guardai negli occhi: " Non voglio correre.. Scusami. "
Sorridendomi, si rimise dritto sul sedile, e scosse la testa.
" No, hai ragione! Ci siamo fatti prendere troppo la mano. " Iniziò a ridere.
Decisi di rispondere al messaggio, accettando il suo invito:
- Vada per la coca - cola!
Ti aspetto fra mezz'oretta, devo avvisare
la signora Frazzi che sto uscendo.
Rispose con un emoji.
Corsi in camera e andai a darmi una sistemata, ripassando il trucco, e sistemando i capelli. Quando scesi giù scrissi un bigliettino alla signora Frazzi, per poi andare ad aspettare Matteo che venisse a prendermi.
***
Eravamo rimasti vicini alla mia zona, in un parcheggio isolato, illuminato dai lampioni, e circondato da poca vegetazione, tra cui alberi e cespugli.
Guardai Matteo: teneva i capelli legati in una coda, con addosso una felpa ed un paio di jeans. Sorrisi e spostai il ciuffo dei capelli dietro il suo orecchio. Un gesto da uomo il mio.
" Sono io l'uomo qui, hei! Mi rubi la parte? " Domando con tono scherzoso.
Scossi la testa continuando a ridere: " Non ti ci vedo affatto come donna, troppo uomo. "
" E per fortuna! " Esclamò.
Mi guardai intorno e sospirai. Avevo i soliti pensieri martoriarmi la testa, come se ogni cosa fosse un campanello di allarme.
Odiavo questo lato di me. Odiavo non riuscire a perdermi fra le braccia di qualcuno. Odiavo questo mio essere sempre col piede di guerra, o sulla difensiva. Non mi faceva sentire libera per nulla!
" Ti metto soggezione? " Chiese Matteo, mentre il silenzio si era fatto pensate dentro la sua macchina.
" No, ero solo un po' pensierosa.. "
" Vuoi parlarne con me? "
Accennai un sorriso e scossi la testa: " Riguarda al modo in cui, e se, riuscirò ad ambientarmi qui. Ogni cosa che guardo è nuova, diversa.. " Mormorai. " A volte mi sento come se fossi un pesce fuor d'acqua, e temo di non essere in grado di riuscire a creare qualcosa qui. "
" Devi solo avere pazienza e le cose verranno da sé. Che tu ti senta un po' fuori luogo è normalissimo, ma non lasciarti prendere dalle tue paure o non troverai mai una pace anteriore e col posto che stai conoscendo piano piano. " Disse lui, mentre accendeva una sigaretta.
Guardai ogni suo movimento. Era un bel ragazzo, forse troppo per stare in mia compagnia ma, mi sentì veramente fortunata a non essere sola, chiusa in quella stanza di un b&b.
" Ne fumiamo una? " Domandò ridacchiando. " O non reggi nemmeno questa? "
" Quella si che la reggo! Antipatico! " Esclamai facendo la finta offesa.
Inutile negare che ai primi tiri avevo iniziato a tossire, beccandomi delle prese in giro da parte di Matteo, però riuscivo a sentirmi poco più leggera, tranquilla.
***
L'aria fresca entrava dalla finestra che avevo lasciato semichiusa, e ripensai alle parole della Frazzi a cena. Mi raccontò del suo matrimonio, di suo marito, e delle difficoltà che avevano riscontrato per avere dei figli.
Mi raccontò che ne soffrì molto. Che ai suoi tempi essere madre fosse una cosa davvero bella, anche con le difficoltà che c'erano in ogni famiglia, la gioia che portavano i bambini poteva alleviare ogni cosa.
Mi confessò che il suo matrimonio, inizialmente, fosse combinato, che non fosse d'accordo di questa scelta fatta dai suoi genitori e, non conosceva nemmeno l'uomo con cui avrebbe dovuto passare il resto dei suoi giorni! Non era contenta di ciò, affatto.
" Sai, Alessia, l'amore gioca brutti scherzi. Spesso non ci aspettiamo di innamorarci di chi crediamo impossibile, o non adatto a noi. Avevo un fidanzato in quei tempi prima di sapere che avrei sposato mio marito. I miei genitori non lo sapevano che stessimo insieme, ma, comunque, non erano mai stati d'accordo sul fatto che io lo frequentassi nel mio gruppo di amici. Credevo che lui sarebbe stato sempre l'amore della mia vita. Ero una ragazzina, ed era palese che lo pensassi. Non ero felice di sposarmi con qualcuno che non conoscevo, che avevo visto di sfuggita in una foto. Nessuno farebbe una cosa del genere, ma non avevi scelta! Ma, posso dirti che quando vidi mio marito capii che fino a quel momento, l'amore che io avevo creduto, l'amore che credevo eterno, non era affatto quello! Mi innamorai a prima vista di lui, dei suoi modi di fare, della sua timidezza, e dalla sicurezza che aveva allo stesso modo. L'amore non lo scegli, è lui che sceglie te. "
Forse non avrei dovuto scegliere io i miei sentimenti con qualcuno, erano loro che avrebbero scelto me. Erano loro che avrebbero avuto il potere di farmi lasciare andare al momento giusto, e con chi loro avrebbero ritenuto adatto per me.
L'amore non lo scegli tu, è lui che sceglie te.