Pov Clodet.
Mia zia e Hunt continuano a guardarsi.
O meglio.
Mia zia lo guarda come se fosse una preda.
E l'alfa abbassa la testa già sconfitto.
Lefko:" Andiamo.
Nychta ci aspetta."
Mai avevo sentito un tono così freddo da mia zia.
Mai.
E mai avevo visto un alfa tremare tanto, al nome di mia madre.
Ma non ho il tempo di fare domande.
E nel religioso silenzio raggiungiamo la sala riunione.
Mia madre siede a capo tavola.
Con mio padre e zio Ben ai suoi lati.
La riunione non è ancora iniziata.
Forse aspettavano noi.
Prima di prendere parola.
Mia madre guarda Hunt con gli occhi neri e i pugni stretti.
C'è qualcosa.
Qualcosa di grosso.
Ma gliene parlerò con calma dopo.
Nychta:" Ora che siamo tutti qui.
Come state?
Tutto bene?"
Non gli dà tempi di rispondere.
Che riprende a parlare.
Nychta:" Bene.
Appurata la vostra sanità.
Parliamo di cose serie."
Sbatte il pugno sul tavolo.
Che quasi lo spezza sotto di sé.
Nychta:" COME CAZZO È POTUTA SUCCEDERE UNA COSA DEL GENERE?
COME?"
Ed ecco scomparsa la finta calma che non le appartiene.
La sua voce è un mix umano e animale.
Mette i brividi.
Frank:" Mi dispiace Nychta.
Te l'ho detto.
Ci hanno teso una trappola."
Lei gli ringhia contro, non lasciandolo parlare.
Nychta:" Non me ne faccio nulla delle tue scuse.
In quella stanza c'erano i miei cuccioli.
Se gli fosse successo qualcosa.
Io..."
Frank la interompe anche lui ringhiando.
Ha stima di mia madre.
E a volte ne ha paura.
Ma è un grande lupo, e difficilmente si piega.
Persino a mia madre.
Frank:" È inutile farla lunga Nychta.
Non è stato voluto.
E li dentro c'era anche il mio branco, non dimenticarlo."
I due si fanno battaglia con gli sguardi.
Pronti a sbranarsi.
Per fortuna esiste mio padre.
Che come al solito cerca di mettere pace.
Jeson:" È inutile rimuginare su ciò che è successo.
Litigare non cambierà ciò che è già stato.
Ora dobbiamo solo capire perché erano qui.
E cosa volevano."
Lo sguardo di mio padre cade su me e Derek.
Sono io a fare un passo in avanti.
Clodet:" Sicuramente non erano qui, con le buone intenzioni.
Credo volessero distruggere questo Istituto.
O almeno è quello, che ha detto l'alfa del branco del Nord."
Derek fa un passo avanti. Portandosi di fianco a me.
Derek:" No, non credo volessero distruggere l'edificio.
Quando ero sul punto di trasformarmi.
Sono stati loro a dirmi di non farlo.
Altrimenti la palestra sarebbe caduto a pezzi."
L'attenzione di tutti, e la mia.
E tutta si di lui.
Ma non sembra preoccuparsene.
Che stupida.
Dimentico che è un alfa.
Derek:" Se il loro intento era davvero distruggere questo posto.
Perché preoccuparsi tanto?"
Rifletto sulle sue parole. Riportando alla mente quella discussione con Claudio.
Clodet:" Derek ha ragione.
È stato il primo a fermarlo, quando c'era davvero il rischio di distruggere l'edificio.
Credo cercassero qualcosa.
E da come sono arrivati diretta della palestra, credo che sia proprio lì ciò che cercano."
Negli occhi di mia madre, scorre una scintilla di paura.
Una cosa che non ho mai visto prima.
Lefko:" Nychta pensi quello, che penso io?"
Mia madre non gli risponde, continuando a guardare nel vuoto.
Persa dei suoi pensieri.
Nychta:" C'è solo un modo per saperlo.
Organizzate una riunione generale al tempio dell'Unione, il presto possibile.
Io vado a controllare."
Tutti si disperdono nella stanza, con ansia e preoccupazione.
Qualsiasi cosa cercassero, deve essere qualcosa di veramente potente.
Per riuscire a far preoccupare persino mia madre.
Con Derek ci salutiamo con un gesto del corpo.
Poi ognuno prende la sua direzione.
Lui dietro suo padre.
Ed io dietro mia madre, in silenzio.
Senza interrompere i suoi pensieri.
La seguo fino alla palestra. Dov'è la vedo entrare nella stessa stanza, dove avevamo nascosto il resto degli studenti.
Ho paura di farle domande.
Perché nonostante mia madre mi ami.
E ami la sua famiglia, con tutto il cuore.
Quando è in uno stato così di allerta.
Non è mai prudente interrompere i suoi pensieri.
Così continuo a seguirla in silenzio, fino ad arrivare davanti a un muro.
Il suo corpo si incendia leggermente.
E lascia libero il suo drago.
Nella sua eleganza attraversa il muro.
Dopo essersi illuminato, si crea una porta.
Che si spalanca.
Ho visto un sigillo del genere.
Solo nella stanza segreta della nostra casa.
E in quella di Martinez.
In cui sono protetti la spada e il cristallo della luna.
Ancora in silenzio la seguo all'interno.
Faccio per fare un passo, ma lei mi ferma sul posto.
E solo guardando meglio, vedo uno scudo di energia.
Gli occhi di mia madre diventano trasparenti.
E lo scudo si ritira a terra.
Lasciando il via libera.
Abbasandosi mostra la stanza.
Vuota, se non fosse per una tega.
Mi avvicino curiosa.
In essa è custodita una corona di spine.
Sembra semplice se non fosse che è ricoperta di oscurità.
La potenza che rinchiude mi fa venire la pelle d'oca.
Emana una tale oscurità mai sentita prima.
Ne meno quando mia madre si incazza davvero.
Nychta:" Questo è ciò che cercavano.
La corona dei re."
Il suo tono serio e freddo conferma ogni mia impressione.
Questa corona è l'oscurità e potenza pura.
Clodet:" Che cosa è?"
Mia madre sospira.
Invitandomi ad uscire dalla stanza.
Dove ricostruisce le barriere e il sigillo.
Una volta fuori dal muro sigillato.
Si siede a terra.
Invitandomi a fare altrettanto.
Nychta:" Quando uccisi Walter.
Credemmo davvero di averlo ucciso.
Ed era così.
Avevo ucciso il suo corpo e la sua anima.
Ma non il suo potere."
Sento la sua voce tremare a quel ricordo.
E posso capirlo, quel giorno a rischiato di perdere mio padre.
Nychta:" Durante la ricostruzione del villaggio, abbiamo trovato questa corona.
Appena la guardia la toccata, ha sentito dentro di sé un potere oscuro incontrollabile.
Solo grazie alla sua innocenza, e alla sua inesperienza.
Siamo riusciti a fermarlo."
Mostra con un gioco d'acqua, l'accaduto agghiacciante.
Un lupo dal pelo intriso di petrolio.
Cercare di distruggere il nostro villaggio.
Nychta:" Solo una volta nelle mie mano, abbiamo capito cosa era.
L'essenza pura di Walter.
O meglio il suo potere allo stato grezzo.
Ho cercato di distruggerlo in tutti i modi"
Sospira stanca.
Mostrandomi, sempre attraverso l'acqua.
Lei che cerca di distruggere quell'oggetto con tutto il suo potere.
Ma che comunque rimane intatto.
Nychta:" Ma è stato tutto inutile.
È un potere troppo grande.
Persino più grande di me."
Più grande di mia madre?
Ora capisco la gravità della situazione.
Quella corona nelle mani sbagliate può distruggere il nostro intero mondo.
Nychta:" Così decidemmo di nasconderla qui.
Sotto la custodia dei Beta di tutti i popoli.
Nonché vostri professori."
Annuisco.
Capendo ora molte cose.
Ho sempre avuto l'impressione che questa fosse molto di più di una scuola.
Ma non credevo nascondesse una cosa così importante.
Clodet:" Perché non nasconderla a casa nostra?
Infondo noi siamo il branco più forte."
Lei prende la mia mano.
Portandosela alla bocca.
Con tutto l'amore possibile.
Nychta:" Ci avevamo pensato.
Ma sarebbe stato un grosso errore.
Tutto quel potere nelle mani di un branco.
Quel potere così vicino a me, sarebbe stata la nostra rovina."
Vicino a lei?
Cosa intende?
Nychta:" Per quanto lo vogliamo negare, io sono nata dal quel potere.
E averlo vicino crea un legame.
In teoria quella corona mi appartiene.
Ed io appartengo a lei."
Clodet:" Non capisco
Se appartiene a te, perché allora sarebbe un problema?"
Lei sospira.
Rimettendosi in piedi.
Seguita da me.
Nychta:" Ho già difficoltà a contenere il mio potere, senza diventarne succube.
E solo grazie a Lefko e a tuo padre.
Quel potere, non potrei mai gestirlo."
A nominare Lefko, mi ricordo della strana tensione avvenuta con Hunt.
Stessa tensione che ho visto in mia madre.
La seguo in silenzio verso l'esterno.
Dove la luna ci illumina e custodisce, sparendo a lasciar posto al giorno.
Non ci sono strade, solo verde e natura in tutta la sua bellezza.
Ma non ho il tempo di contemplarla.
Ho bisogno di risposte.
Clodet:" Come conosci Hunt."
Per l'ennesima volta mia madre sospira.
Non l'ho mai vista in questo stato.
Sono abituata a vederla forte e sicura di sé.
Mai una volta abbattuta o preoccupata.
Ma ora nei suoi occhi non vedo altro che tristezza e angoscia.
Dolore per un ricordo, che sale a galla nella sua mente.
Nychta:" È stato tanto tempo fa.
In un tempo in cui non ero ancora la Luna oscura.
Ma una semplice ragazzina, un po' troppo ribelle."
Guarda la Luna, cercando le risposte che vorrebbe darmi.
Nychta:" Lui era..."
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Pov Derek
Seguo mio padre fino a casa.
Seguiti dai nostri uomini.
Pronti a prepararci per la grande riunione, che si terrà all'alba.
A cui mancano ormai poche ore.
Una volta nel suo ufficio.
La tensione non scompare.
E non è solo per l'attacco ricevuto.
Mio padre è sempre stato un uomo freddo e distaccato.
Soprattutto dopo la morte di mia madre.
Un uomo duro e impossibile da piegare.
Ma da quando ha incontrato Lefko, il suo umore è spezzato.
Sembra fragile e perso nei suoi pensieri.
Come non lo vedevo da anni.
Derek:" Cosa ti turba padre?"
Lui continua a rimanere immobile, davanti alla finestra.
Sembra quasi stia pregando la luna, che piano scompare.
Derek:" Parlami.
Dimmi cosa succede?
Come conosci le figlie della luna?
E perché sembrano disprezzarti?"
Lui si volta verso di me.
Nascondendo il suo turbamento.
Ma ormai è tardi.
La sento nell'aria la sua preoccupazione.
Hunt:" Non sono cose che ti riguardano."
I miei occhi diventano rossi.
E i denti iniziano ad affilarsi.
Derek:" Clodet è la mia compagna.
E se per colpa di in tuo segreto la perdessi.
Non te lo perdonerei mai."
Spalanca gli occhi in preda allo shock.
Più di quanto avrei creduto.
Ok, Clodet è la figlia di Nychta.
Ma il suo è terrore puro.
Hunt:" È più vendicativa di quanto avrei mai creduto."
Non sta parlando con me.
Ma fissa la luna, che sta scomparendo ormai del tutto.
Poi si rivolge a me.
Con uno sguardo ormai rassegnato.
Hunt:" Ero solo un bambino quando conobbi due bambine, così diverse tra loro.
Una era di una dolcezza mai vista, e spesso era presa di mira per la sua fragilità."
Si accomoda alla poltrona.
Invitando a fare lo stesso davanti a lui.
Hunt:" Ci pensava la sorella a proteggerla.
Finendo spesso molto male.
Eppure mai una volta si arrendeva.
Testarda, orgogliosa e fredda come il ghiaccio del Nord.
Spesso ci siamo trovati a litigare, e siccome ero un futuro alfa, era lei a pagarla."
Favoretismo.
Una cosa che conosco bene anche io.
Spesso il mio essere alfa, mi ha aperto tutte le strade.
Hunt:" Quella bambina era l'unica, a cui non importasse nulla chi io fossi.
Se le si toccava la sorella, non guardava in faccia nessuno."
Inizio a capire di chi parla.
Di una donna pronta a fare terra bruciata, per la sua famiglia.
Nychta.
Hunt:" Avevo persino una cotta per quella bambina.
Poi una notte è cambiato tutto."
Il suo tono si fa più freddo più cupo.
Nostalgico e colpevole.
Hunt:" La dea luna mi venne in sonno.
Mi disse che quelle due bambine erano le sue figlie.
E che i segni sarebbero apparsi a giorni.
E che io avrei dovuto proteggerle."
Qualcosa mi dice che non andò così.
E il suo sguardo triste me lo conferma.
Hunt:" Ero solo un ragazzino.
Ero appena entrato nel ruolo che avrei poi intrapreso.
Avevo paura per il mio popolo e per me.
E questo mi porto a fare l'errore di cui mi pento ogni singolo giorno."
No padre.
Non mi dire che...
Che tu le hai...
Hunt:" Le ho tradite.
Scopri che dei cacciatori le cercavano.
E strinsi un patto con loro.
Le figlie della luna, per la salvezza del mio popolo.
Era la scelta giusta, o almeno è quello che pensavo all'ora."
Mi lascio cadere di peso sulla poltrona.
Lui le ha davvero tradite.
Ha tradito i membri del suo branco.
Proprio colui che mi ha imposto la lealtà e la fiducia per anni.
Ora scopro essere un traditore.
Hunt:" I genitori chiesero aiuto per proteggere le figlie.
Implorarono mio padre.
Che gli nego qualsiasi cosa.
Le gemelle vennero portate via.
E i genitori morirono per proteggerle."
Con quale faccia mi presenterò di nuovo davanti a loro.
Con quale faccia potrò mai guardare Clodet.
Mio padre a tradito loro, e fatto uccidere i suoi genitori.
Hunt:" Forse se gli avessi detto la verità, sarebbe andata diversamente.
Forse mio padre avrebbe capito, e le avrebbe aiutate.
Questo è il peso con cui convivo da sempre.
E per cui non avrò mai pace."
Mi alzo di colpo.
Tremando per la rabbia.
Lasciandomi andare, ribaltando la poltrona ai piedi di mio padre.
Derek:" Come hai potuto?
Come puoi vivere con un tale peso?"
Urlo fuori da me.
Sento le mie possibilità con Clodet bruciare sotto i miei piedi.
Proprio ora che finalmente avevo scoperto che era la mia compagna.
Proprio ora che avevo capito cosa provassi per lei.
Hunt:" Ero solo un ragazzino.
Io..."
Lo interrompo bruscamente.
Mostrando una mezza trasformazione, che non riesco a controllare.
Derek:" Lo erano anche loro.
Non avevano nessuna colpa.
Ma tu da bravo egoista che sei, non ci hai pensato un secondo a tradirle."
Cerca di parlare, ma io sono stanco di sentirlo.
Le sue parole sono lame, nella mia anima.
Derek:" Lei non vorrà più avere a che fare con me.
Non mi perdonerà mai per i tuoi sbagli.
La mia compagna mi rifiuterà.
E TUTTO PER COLPA TUA."
Urlo l'ultima parte scappando via.
Devo uscire da qui.
Ora.
Subito.
Fuori dalle porte i miei beta chiedono spiegazioni.
Richiamati magari dal rumore.
Ma io con un ringhio non li faccio ne meno parlare.
Chiedendo di stare da solo.
Mi trasformo nel mio lupo completo.
Corro via.
Non so dove.
Ma corro via.
Lontano dalle mie paura.
Dal dolore che verrà.
Perché quando lo saprà.
Lei mi odierà, dandomi solo tanto dolore.
Corro più veloce che posso.
Sentendo bruciare la terra sotto le zampe.
L'alba mi sbatte in faccia il nuovo giorno.
E tutte le scoperte fatte in poche ore, mi affaticano il petto.
Ma non riesco a rallentare.
Chiuso nella mia bolla.
Clodet:" Ei Alfa.
Corri dalla parte sbagliata."
La sua voce ferma la corsa sfrenata.
Come mi fermo le gambe cedono a causa dello sforzo.
Lasciandomi cadere a terra.
Lei si avvicina con cautela.
Forse credendomi fuori controllo
Ma non lo sono.
Grazie solo alla sua vicinanza.
Lei mi sorride, avvicinandosi ancora un po'.
Clodet:" Ti va di tornare umano?
Non vorrei mi lasciassi peli adosso."
Ride alla sua stessa battuta
Forse non sa nulla.
Forse potrei tenerla ancora un po' con me.
Con l'inganno.
E davvero giusto?
Mentirle per tenerla vicino a me?
No.
Pultroppo non è giusto.
Lentamente lascio il mio corpo tornare umano.
E quando le sue guance diventano rosso fuoco.
E si gira dall'altra parte.
Mi ricordi che sono nudo.
Il suo imbarazzo mi fa sorridere.
E anche eccitare.
È una sensazione strana.
Clodet:" Pervertito.
Vedi di coprirti.
Potrebbe sbucare una vipera e staccartelo."
Scoppio a ridere.
Quando è in imbarazzo dice cose davvero strane.
Derek:" Non ho nulla mi dispiace.
Dovrai vedermi così.
Ma secondo me non ti dispiacerebbe."
O si lupetta.
Lo sento il tuo desiderio.
La voglia che hai di girarti e guardarmi.
Come solo tu puoi fare.
Perché io sono tuo e tu mia.
E nascondere ancora il tuo odore, non serve a nulla.
Ma parleremo anche di questo.
Clodet:" Arrogante, sbruffone."
Muove la mano, creando dei piccoli cerchi.
Delle piante crescono, arrampicandosi sulle mie gambe.
Non ne sono spaventato.
So che lei.
Ed è come se fosse la sua anima a toccarmi.
Rendendomi sereno e calmo.
Alla fine del procedimento.
Ha creato dei pantaloni, che potrebbero sembrare di stoffa alla vista.
Il suo potere è davvero grande e incredibile.
Clodet:" Ora possiamo parlare."
Parlare?
Parlare di cosa?
Di te che sai già tutto.
Di me che non so cosa dire.
Della paura che ho di perderti.
Sospiro, mettendomi seduto.
Lei mi sorride calma, mettendosi di fianco a me.
Dov'è giusto che sia.
Clodet:" Mia madre mi ha raccontato tutto di tuo padre."
Cazzo.
Se mi avesse pugnalato, mi avrebbe scioccato di meno.
Cerco sul suo viso il disgusto.
La rabbia.
L'odio.
Ma non trovo nulla di tutto questo.
Ma solo un sorriso di cortesia.
Derek:" Io...
Non so cosa...
Dire che mi dispiace, sembra davvero troppo poco..."
Lei guarda davanti a sé, l'alba diventare già giorno.
Clodet:" Non ti odio Derek.
E non hai nulla da scusarti."
Forse è la prima volta che mi chiama con il mio nome.
Che sulla sua bocca è così dolce e suadente.
Le sue labbra sembrano fatte apposta per pronunciaerlo.
Così calde e rosse.
E...
Sto divagando.
Derek:" Come puoi non odiarmi?
Mio padre ha tradito la tua famiglia.
Se fossi in te mi odierei."
Finalmente mi guarda.
Con quegli occhi verdi e luminosi.
Clodet:" Sei stato tu?
Oppure li?
Oppure avresti potuto impedirlo?
No.
Tu non c'entri nulla."
Spalancò gli occhi stupefatto.
Io non l'avrei mai pensata così.
Ancora una volta si dimostra migliore di me
Clodet:" Sono cresciuta con dei principi.
Delle idee chiare.
Le colpe dei padri non devono mai ricadere sui figli.
È sbagliato e ingiusto."
Sospiro sollevato.
Sapere di non averla già persa, mi ridà il respiro.
Clodet:" E sta tranquillo.
Anche la mia famiglia la pensa così.
Come avrai visto, non siamo persone molto normali o conformiste."
Scoppia a ridere.
Musica per le mie orecchie.
Derek:" Com'è essere la figlia della luna oscura."
Lei sorride amara.
Credo di aver toccato un tasto dolente.
Clodet:" Mia madre è fantastica.
Non mi ha mai fatto pesare nulla.
Ma chi conosce la mia appartenenza, si aspetta grandi cose da me.
In teoria è Jek a dover coprire il ruolo di alfa.
Ma il mio carattere simile a quello di mia madre, ha spinto la gente ad assegnare a me quel ruolo."
La guardo dispiaciuto.
Deve essere un gran peso.
Clodet:" Non dispiacerti per me.
Amo questo ruolo, poter proteggere il mio popolo.
Ma essere paragonata a lei, mi porta a dover dimostrare sempre di più.
A dare sempre di più.
In modo da non deludere le loro aspettative."
Capisco come si sente.
Anche mio padre è un gran alfa, nonostante tutto.
E non è facile vivere nella sua ombra.
Ho sempre sentito questo peso.
E l'ho sconfitto ribelandomi, facendo le scelte sbagliate.
Deludendo tutti, persino me stesso.
Invece lei non si è mai piegata a quel peso.
Portandolo adosso con fierezza e fatica.
Si.
Lei è davvero migliore di me.
È l'alfa che un giorno vorrò essere.
Ma lei che ruolo avrà quel giorno?
Diventerà mai la mia luna?
O il suo stato di alfa, ci porterà sempre a lottare?